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Comune di Otranto - Salento

Lunedì 28 Maggio 2012
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Otranto


Municipio / Comune:

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Info Otranto

Codice Fiscale: 83000990750
C.A.P.: 73028
Codice Istat: 075057
Codice Catastale: G188
Numero Abitanti: 5.548
Altitudine s.l.m.: 15
Superfice Kmq.: 76,20

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Denom. Abitanti:
Patrono: San Francesco da Paola
Festa Patronale:
Provincia: Lecce

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- Sindaco e Consiglio comunale
- Ufficio anagrafe
- Ufficio tecnico
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Otranto (LE)

Salento - Puglia (Italia)

La città di Otranto è posta all’estremo est d’Italia a soli 70 km di mare dall’area balcanica.
Nelle fresche giornate di tramontana è facile distinguere all’orizzonte i monti Acerauni e le isole Greche di Corfù e Saseno.
Questa particolare posizione geografica, che pone Otranto a vegliare gagliarda sulle acque dell’omonimo canale, direttrice importantissima oggi ed ancor più nell’antichità di traffici commerciali, ha per secoli condizionato la storia e la cultura del Salento e della città.
La presenza umana qui ha testimonianze antichissime. A Porto Badisco, grazioso “fiordo” posto nel territorio Otrantino a pochi km a sud dalla città, un gruppo di speleologi salentini nel 1970 ha aperto un varco tra la roccia portando alla luce una grotta con all’interno degli interessantissimi pittogrammi preistorici. Le opere impresse sulle pareti con ocra e guaino di pipistrello, risalgono ad almeno 6.000 anni fa e riprendono scene di vita dell’uomo dell’epoca. Sono raffigurati diversi animali, oramai scomparsi dalla fauna del Salento, non ultimo un cervo che da anche il nome alla cavità detta Grotta dei Cervi appunto, ed alcuni rituali religiosi. Molto particolare al riguardo è la figura spesso denominata “Dio danzante” che più probabilmente riprende uno sciamano.
Oggi la cavità per intuibili ragioni legate alla tutela e conservazione del luogo è chiuso ai visitatori ma è in cantiere un progetto un’opera multimediale in 3D che consentirà una visita virtuale delle cavità della grotta.
Otranto diverrà un importante centro Messapico ancora una volta per la strategica posizione sulle rotte commerciali con l’Egeo e l’area Greca in particolare. Quello Messapico era un popolo orgoglioso che viveva principalmente di agricoltura, diventato tra l’altro famoso come grande allevatore di cavalli. Era organizzato sul modello greco, in città – stato autonome, che però seppero unirsi nei momenti di aggressioni esterne. Famoso al riguardo è lo scontro con la spartana Taras, l’odierna Taranto, che aveva alzato le proprie mire espansive proprio verso questa parte del Salento cui dovette rinunciare dopo decenni di vane lotte.
Anche i Romani si scontrarono con la riottosità di questo popolo e l’opera di conquista delle terre messapiche durò diversi decenni prima di aver successo.
Otranto sotto Roma ottenne la nomina a Municipio Romano e fu’ autorizzata a battere moneta. Anche il porto rivestì una grande importanza per i collegamenti con i possedimenti d’oriente dell’Impero, favorito a quello di Brindisi.
Con la caduta di Roma, la città al pari delle restanti parti della penisola, subì le invasioni delle popolazioni barbariche, ma l’estrema vicinanza e legame con l’oriente la fece da subito rientrare nelle mire dell’Impero Bizantino. Infatti l’erede della civiltà romana in oriente fece di Otranto il gioiello del proprio militarismo.
Fu durante la seconda dominazione bizantina, avuta intorno all’anno mille, che Otranto conobbe il periodo di maggior splendore. Rifiorirono infatti i commerci, le arti, la cultura, le lettere. Centro propulsore fù il centro monastico di San Nicola di Casole. Gestito da monaci basiliani, quindi di rito greco, organizzarono la più grande biblioteca dell’Europa dell’epoca ed uno scriptorium per la copiatura dei testi. Qui la cultura era posta a disposizione di tutti cui veniva anche fornito alloggio e vitto gratuito. Diversi studiosi parlano di Casole come primo esempio di Università in Occidente, fondata ancor prima di quella di Bologna e dell’esperienza di Napoli voluta da Federico II.
Inoltre intorno al Nettario di Casole, creebbe una cultura letteraria che poemava in greco anche in questo antesignana dell’esperienza poetica Palermitana.
Dell’enorme quantità di testi di Casole, oggi rimane per poca cosa. Infatti nel 1480 i turchi assalirono la città e misero a fuoco il Monastero distruggendo tutti i testi. Ad ogni modo una piccola parte oggi è conservata in alcuni Musei d’Europa, come la Biblioteca Marciana di Venezia, il Museo di Berlino ed altri ancora, grazie all’opera del Cardinale Bessarione, grande cultore delle lettere classiche, che di passaggio da Casole alcuni decenni prima del massacro turco, prelevò ma qui alcuni parlano di “raccattò”, diversi testi preservandoli comunque dalla distruzione.
Lo spostamento delle rotte commerciali dall’Adriatico al tirreno, la contemporanea scoperta del continente americano, e da ultimo, ma solo dal punto di vista cronologico, la caduta dell’Impero Bizantino relegarono la città di Otranto ad un ruolo via via più marginale.
A ciò si aggiunse nel 1480 l’evento più tragico della sua storia. 150 galere con a bordo 18.000 uomini nel mese di luglio, probabilmente spinti da venti contrari (pare infatti che la destinazione prevista era Brindisi), sbarcarono in una spiaggia poco a nord della città ancor oggi denominata “Baia dei Turchi”.
L’intento era prendere Otranto e farne un avamposto per partire alla conquista di Roma. Questa era il sogno mai celato del sultano Ottomano Maometto II. Ma quella che doveva essere una facile opera di conquista si rivelò per il turco un’opera più difficile del previsto. L’operazione era stata organizzata sin nei dettagli, ottenendo il bene placido di Venezia allo sbarco, che così sperava di distrarre il Re Angioino dalle opere di conquista contro l’alleata Firenze, e sapendo quindi di trovare per i citati impegni militari un’area relativamente sguarnita di difese.
La città infatti contava solo su 400 uomini armati, gran parte dei quali sotto l’assedio turco si calarono con le funi dalle mura e si diedero alla fuga.
A difesa della città rimasero solo i cittadini inermi che però con tenacia tennero testa all’esercito turco per oltre due settimane.
La mattina del 14 agosto 1480, da un varco aperto tra le mura ove il giorno prima i turchi vanamente avevano cercato di entrare, l’esercito capitanato dal sanguinario Achmet Pascià dilagò nel centro cittadino. Qui compì massacri inerrarabili infierendo anche su anziani, donne e bambini. Le cronache dell’avvenimento parlando di viuzze del centro invase da corpi ed intrise di sangue.
Il turco non ebbe pietà neanche dinanzi alla Cattedrale ove parte dei cittadini si rifugiarono in preghiera. Sfondato il portone mozzarono la testa al Vescovo Pendinelli intento a celebrare la messa.
Ma non pago delle crudeltà commesse Achmet Pascià, il giorno seguente, ordinò che 800 Otrantini adulti e maschi fossero portati poco fuori della città, sul colle della Minerva, chiedendo loro di rinnegare la fede Cristiana in favore di quella del profeta, pena la morte.
Ma tutti gli ottocento, dopo aver fieramente combattuto con le armi l’esercito turco, con altrettanta fierezza rifiutarono l’apostasia ed preferirono a questa la morte.
Per l’ulteriore affronto subito il turco infierì con indomita violenza decapitando con la scimitarra gli ottocento.
Gli imprevisti tempi lunghi della conquista di Otranto rallentarono i programmi dei turchi. Da lì a poco il sultano Maometto II morì ed in patria scoppiò una guerra civile per la successione tra i figli del Re. L’esercito turco si trovò quindi isolato a Otranto e i progetti di avanzata verso Roma non ebbero seguito. Inoltre i Re cristiani sotto la pressione di un preoccupato Papato organizzarono un folto esercito capitanato da Alfonso d’Aragona che nel settembre del 1481 entrò nella città quasi senza colpo ferire.
Otranto da quest’avvenimento seppe riprendersi ma non tornò ai fasti antecedenti.
Oggi la città, complice una straordinaria ricchezza artistica e culturale ed un paesaggio ed un mare incontaminato conosce un forte sviluppo turistico che la ha riportata in auge.

Testo a cura di:
Otranto Point





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Latitudine: 40.0 - Longitudine: 19.0
GPS Coordinates: 40°00'0" N - 19°00'0" E