Palazzo Madama | Roma - Lazio

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Palazzo Madama

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PALAZZO MADAMA

Localizzazione:
» Comune di Roma
» Lazio


Come arrivare / Mappa

Latitudine: 41.89917
Longitudine: 12.47405
Map Coordinate GPS:
41°53'57.01" N - 12°28'26.58" E

Palazzo Madama

Palazzo Madama è un edificio di Roma, situato in Corso Rinascimento, a pochi metri da piazza Navona. Attualmente è sede del Senato della Repubblica Italiana.
A palazzo Madama hanno sede l'Aula, alcuni Gruppi parlamentari, gli uffici della Presidenza e del Segretariato generale, e alcuni uffici e servizi strettamente connessi con l'attività parlamentare.
Palazzo Madama è caratterizzato da una pianta non regolare, somigliante ad un pentagono con i lati comunque molto diversi per lunghezza.
L'ingresso principale, presso corso Rinascimento conduce al Cortile d'Onore, di forma rettangolare con al centro una statua in bronzo di Emilio Greco, intitolata Grande figura accoccolata del 1971.
Il pavimento odierno, in marmo, ha sostituito l'originale in travertino mentre le sei colonne che costituiscono il portico, sono risalenti alla struttura originaria dei tempi di Leone X.
Alla sinistra del portico si innalza la Scala San Luigi dei Francesi, sovrastata da un soffitto in legno dorato del XVI secolo recante lo stemma dei Medici e una raffigurazione di divinità marine.
Il soffitto è stato collocato sopra la scala nel 1931.

La scala porta al primo piano dove sono presenti vari ambienti:
L'anticamera della Balaustra
La Sala Maccari
La Buvette
La Sala Italia
La Sala del Risorgimento
La Sala dello Struzzo
La Sala della Firma
La Sala Marconi
La Sala dei Postergali
La Sala Cavour
La Sala Pannini
L'Aula.

L'aula è una saletta molto più piccola di quanto appaia in TV - è tappezzata in rosso (mentre in precedenza era azzurra per varie motivazioni, tutte ricollegate ai colori del vessillo di casa Savoia).
Dietro la postazione del Presidente del Senato vi sono due iscrizioni, su due targhe rettangolari: una cita la forma di governo oggi vigente in Italia, cioè la Repubblica; l'altra è invece molto più antica e reca le parole con cui Vittorio Emanuele II commemorò l'unità d'Italia.
Il soffitto a cupoletta è tappezzato con un panno dipinto, detto il Velario, che contiene i medaglioni con le effigi di quattro giurisperiti, delle quattro virtù civiche e delle quattro capitali dei regni preunitari.

La Sala Maccari prende il nome da Cesare Maccari, che la decorò dopo aver vinto un concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1880.
Le decorazioni interessano il soffitto nella forma di quattro figure allegoriche che circondano il motivo centrale raffigurante una personificazione dell'Italia trionfante.
I quattro medaglioni rappresentano nello specifico il commercio e l'agricoltura (l'Industria), le Armi, le Scienze e le Arti.
Le allegorie sono raffigurate sotto forma di fanciulli e fanciulle nudi.
Il fregio che raccorda le pareti con il soffitto è percorso da due frasi di Machiavelli e Guicciardini.
Nelle pareti sono rappresentati invece cinque celebri episodi del Senato di Roma antica.
Il primo affresco a destra subito l'ingresso, rappresenta Appio Claudio che viene condotto in Senato per esortare i romani a non accettare le condizioni di pace offerte da Cinea, l'ambasciatore di Pirro.
È colta con amore l'espressione di peso e di stanchezza augusta e severa del vecchio Appio; la figura dell'ambasciatore si nota in grazia della giustezza e della nobiltà dell'atteggiamento.
I due quadri più piccoli, sulla parete di fronte all'ingresso, separati da un finestrone rappresentano l'uno il senatore Papirio Gallo impassibile davanti ai Celti che invadono Roma, e l'altro il tentativo di corruzione dei Sanniti ai danni di Curio Dentato affinché convinca i romani alla pace.
Il terzo affresco rappresenta il Senato di Roma nel momento in cui Cicerone, indignato, con le braccia stese verso Catilina, prorompe nel celebre Quousque tandem.
Catilina, abbandonato da tutti, seduto nel suo stallo al primo piano del quadro, china la testa e stringe convulsamente la gamba destra con le mani.
L'ultimo affresco rappresenta Attilio Regolo sul punto di consigliare al Senato di Roma la resistenza contro Cartagine, che l'ha mandato, dietro promessa di ritorno, proponitore e persuasore di pace alla sua patria.
Il Senato ascolta, la folla ammira, la famiglia di Regolo lo scongiura di rompere la fede data e non tornare a Cartagine, il cielo è d'un azzurro smagliante, che s'incurva verso il tramonto, sullo sfondo dei palazzi di Roma circonfusi dalla luce morente del sole.

La Buvette di Palazzo Madama è un'ampia sala caratterizzata da una volta decorata con fregi e figurine in stucco chiaro del 1931.
Su una parete dell'ambiente è posto un arazzo mediceo del secolo XVI, proveniente dagli Uffizi di Firenze. Di fronte figura il bancone del bar che reca una piccola statua che funge da fontanella di Vincenzo Gemito.
Le altre due pareti sono arricchite da due nature morte di Luciano Ventrone: La Pausa (2002) e Il ritorno di Ulisse (2002).

La Sala Italia è un ampio salone adibito a funzioni di rappresentanza, creato all'inizio degli anni trenta dalla demolizione di una parete divisoria e fornito di un soffitto a cassettoni in stile moderno.
Nella parte del fregio seicentesco che dà verso la Buvette, predominano figure di putti e leoni, nell'altra invece sono presenti figure femminili.
La sala è arricchita da sei affreschi di carattere storico.
Nell'agosto del 2003 nella sala era stata collocata la statua in legno Italia di Giuliano Vangi alta 2,35 metri e rappresenta una figura femminile, con treccine e occhi in avorio; essa fu spostata in palazzo Giustiniani.
Dello stesso anno è il paesaggio marino di Piero Guccione Il nero e l'azzurro situato su una delle pareti corte della sala.

La Sala dello Struzzo si differenzia dalle altre per non avere il solito fregio mediceo, sostituito, nel soffitto in legno dorato a cassettoni da uno struzzo.
Probabilmente è stato scelto in onore di Margherita d'Austria, per il gioco di parole in francese "Autriche" (Austria) e "autruche" (struzzo).
C'è anche la possibilità che questo animale sia stato scelto come simbolo araldico di velocità e di precedenza, ovvero di fermezza e di forza.
È comunque certo che lo struzzo sia stato scelto da un personaggio della famiglia medicea che non ricopriva cariche religiose vista la corona che sormonta la testa dell'animale.
Nelle pareti sono affisse due vedute di Roma di Mauro Reggio, una del teatro di Marcello, l'altra le chiese gemelle di Piazza del Popolo.
Sono presenti anche un dipinto del pittore novecentesco Corrado Cagli raffigurante l'Etna in eruzione e un arazzo seicentesco raffigurante una donna con bambino.


Il testo in lingua italiana è tratto da: Wikipedia

» Photo by: Agenziami



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