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Ciriole, Ceriole

Lunedì 28 Maggio 2012
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Prodotti Agro-Alimentari Regionali: Umbria

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Umbria

Prodotti Tradizionali



Ciriole, Ceriole


Prodotto Tradizionale Regione Umbria


  • TERRITORIO INTERESSATO ALLA PRODUZIONE
    Provincia di Terni
  • DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
    Pasta lunga a sezione quadrata o rettangolare
  • DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    Ingredienti: farina di grano tenero, acqua.
    Variante: farina di grano tenero (2/3), semola di grano duro (1/3), acqua.
    Lavorazione a mano: gli ingredienti vengono lavorati a mano su spianatoia di legno; una volta ottenuto un impasto omogeneo, con il rasagnolo viene tirata la sfoglia dello spessore di circa 3 mm.; la sfoglia ottenuta viene arrotolata e tagliata a strisce larghe circa 3-4 mm. e lunghe circa 15/20 cm. al massimo.
    Lavorazione a macchina: gli ingredienti vengono lavorati nell'impastatrice, dalla quale viene estrusa una sfoglia dello spessore di circa 3 mm.. La sfoglia ottenuta viene poi resa omogenea da un rullo compressore e passata sulla taglierina, dove viene tagliata in strisce larghe circa 3-4 mm. e lunghe circa 15/20 cm. al massimo.
    Conservazione: il prodotto fresco va conservato al massimo 2/3 giorni a temperatura di circa 4°C, su vassoi di plastica per alimenti.
  • MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E IL CONDIZIONAMENTO
    Lavorazione a mano:
    - Spianatoia di legno;
    - rasagnolo di legno.
    Lavorazione a macchina:
    - Impastatrice;
    - taglierina.
  • DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    - Laboratorio per pasta fresca;
    - Bancone-frigorifero (a temperatura di 4°C).
  • ELEMENTI CHE COMPROVANO CHE LE METODICHE SONO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI
    - COPPINI Remo, Umbria a tavola – aneddoti, folclore, tradizioni, usanze e… ricette, Ed. Guerra, Perugia, 1983.
  • STORIE E COSTUME
    Cenni storici - Probabilmente, il nome ceriole deriva dal latino “cereus” = come la cera, di cera, per indicare il colore bianco della pasta senza
    uova, composta di sola farina e acqua.
    Referenze bibliografiche - COPPINI Remo, Umbria a tavola – aneddoti, folclore, tradizioni, usanze e… ricette, Ed. Guerra, Perugia, 1983;
    - Regione dell'Umbria – Assessorato Agricoltura e Foreste, Caccia e Pesca, Umbria, sapori e saperi, 1999.
    Altre informazioni - Secondo la testimonianza di Remo Coppini, le ceriole un tempo venivano realizzate con un procedimento più laborioso:
    “(…) dopo aver fatto riposare l'impasto tirare col matterello una sfoglia non troppo sottile che taglierete a mo' di fettuccine corte e larghe, che dovrete attorcigliare con le palme delle mani infarinate con l'apposito ferro, o attorno a grossi ferri da maglia, ricavandone gli “stringozzi” o “ceriole””. (1)
    La testimonianza di Remo Coppini, comunque, ci risulta essere l'unica che descrive tale procedimento e che associa le ceriole agli stringozzi.
    Le ciriole risultano invece essere più lunghe degli stringozzi e sicuramente solo tagliate in una sorta di fettuccine di spessore consistente.
    1) COPPINI Remo, Umbria a tavola – aneddoti, folclore, tradizioni, usanze e… ricette, Ed. Guerra, Perugia, 1983.