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Parco Nazionale dell'Asinara - Sardegna

Giovedì 09 Febbraio 2012
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Parchi, Riserve e Oasi Naturali in Sardegna

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Sardegna

Parchi, Riserve e Oasi Naturali



Parco Nazionale dell'Asinara

»» Sardegna

È situato nella parte nord occidentale della Sardegna, ha una estensione terrestre di circa 5.200 ettari, e una superficie marina di 21.000 ettari, con uno sviluppo costiero di circa 110 Km. Di proprietà dello Stato, ricade interamente nel territorio del comune di Porto Torres.
La parte occidentale è caratterizzata da alte falesie scistose, ripidi pendii rocciosi con numerose frane ricche di anfratti, canaloni e spaccature; mentre la parte orientale è composta da ampie insenature e piccole spiagge con sabbie grossolane, tipiche della morfologia di rocce granitiche. Per l'elevata importanza naturalistica e storica l'isola, è diventata Parco Nazionale con Legge N. 344 del 08/10/1997, è amministrato da un Comitato di Gestione Provvisoria istituito con D.M. del 28/11/1997 e nominato nel luglio del 1998.
Nel Parco sono stati avviati diversi progetti di valorizzazione delle risorse ambientali e storico archeologiche, tra cui un centro di Educazione Ambientale con annessa foresteria, l' Osservatorio Ornitologico, Centri di Informazione ed una attenta sentieristica terrestre e marina.
È inoltre previsto un importante intervento di riqualificazione ambientale, in collaborazione con l'Azienda Foreste Demaniali della Sardegna, e il recupero di diverse strutture architettoniche. Sono state sperimentate diverse forme di fruizione del Parco, tra le quali visite guidate, pesca turismo e diving con presenze che hanno superato le 20.000 persone.
L'insediamento umano sull'isola, risale all'età prenuragica, ne sono testimonianze, la “Domus de Janas di Campu Perdu” e i numerosi ritrovamenti di selci e ossidiana. I pochi rilievi archeologici non hanno evidenziato sino ad ora la presenza di nuraghi, anche se è stato rilevato un bronzetto nuragico (bue stante) ed un bracciale bronzeo. Di epoca romana sono invece i numerosi relitti che giacciono sui fondali della costa orientale. Risale a questo periodo il nome “Herculis Insulae”, mentre l'attuale nome “Asinara” deriva dalla tradizione toscana del XIII secolo, dove appare come “Azenara” e “Asenara”, e in seguito, nelle carte rinascimentali, come “Sinnara” o “Sinuaria”. La prima vera colonizzazione si ha in epoca medioevale con la costruzione del monastero camaldonese a "Sant'Andrea" e del castellaccio a "Punta Maestra Fornelli". A quest'ultimo, restaurato nel XVI secolo come torre di avvistamento costiero, si aggiunsero le torri di "Trabuccato", "Cala d' Oliva" e "Cala Arena". Tra il 1600 e la fine del 1800 l'Isola fu abitata da una comunità di pastori e pescatori. Nel 1885 la popolazione residente viene allontanata a seguito dell'istituzione del Primario Lazzaretto del Regno d' Italia e della Colonia Penale Agricola. Durante la Prima Guerra Mondiale l'isola divenne campo di prigionia per migliaia di soldati dell'impero Austro-Ungarico. La storia recente è caratterizzata dalla presenza di un Supercarcere dove furono detenuti camorristi, brigatisti e mafiosi. La Colonia Penale Agricola venne definitivamente chiusa nel 1997, anno in cui viene istituito il Parco Nazionale dell'Asinara.
Sono molte le specie animali presenti sull'isola, alcune rarissime e in via di estinzione. Nell'isola si riproducono circa 80 specie selvatiche di vertebrati terrestri e tra queste molte rivestono grande rilevanza scientifica per la loro rarità a livello mondiale. Tra gli anfibi e rettili, si segnalano il “Discoglosso Sardo”, il Rospo Smeraldino, la Raganella, la Testuggine Comune e la Biscia Viperina. Tra gli uccelli, spiccano per importanza il Gabbiano Corso, il Marangone dal Ciuffo, il Falco Pellegrino, la “Pernice Sarda”; l'isola è inoltre l'unica stazione sarda in cui è presente la Gazza. Tra i mammiferi, si ricorda la Lepre, la Donnola, il Muflone, il Cinghiale (il cui numero sta determinando seri problemi di gestione), il Cavallo, l'Asinello Sardo ed il caratteristico Asinello Bianco. Le origini dell'asinello bianco sono ancora avvolte nel mistero, c' è chi lo vuole importato dall' Egitto dal mitico Duca dell'Asinara, invaghitosene per via della preferenza accordata ai candidi somari dalla dame del paese africano; chi invece, favoleggia del provvidenziale affondamento di una nave francese, lungo le coste dell' Asinara, che ne trasportava diversi esemplari (sempre provenienti dall'Egitto) quale dono per il re di Francia. Ragionamenti recenti, forse più vicini alla realtà, parlano dell'albinismo, restio a recedere anche in seguito ad accoppiamenti con asini grigi, nei primi decenni del novecento da coloni costretti ad andar via dall'isola. Ma finché la verità non sarà inconfutabile, piace pensare a quell'asino bianco che emerge da arcane origini per diventare il simbolo stesso dell'isola. E' una specie unica, sono attualmente presenti nell'isola una settantina di esemplari, finora non è stato ancora possibile stabilire se si tratti di una specie selvatica oppure di una popolazione che si è inselvatichita. Tutti gli esemplari vivono in stato di semi brado nelle zone di "Santa Maria", "Trabuccato" e qualcuno anche nella zona tra "cala d' Arena" e il versante Ovest di "Monte della Scomunica".
La flora dell' Asinara è costituita da 678 specie (circa 1/3 di quelle censite nell'intera Sardegna), di queste 616 sono spontanee e 45 introdotte. In generale la flora ha caratteristiche mediterranee e sono rappresentate per oltre il 50% da Terofite, specie annuali che superano la stagione sfavorevole (estate) allo stato di seme. Le specie endemiche, che maggiormente la caratterizzano da un punto di vista fito geografico, sono 29 e rappresentano quindi circa il 5% della flora totale. Tra queste, alcune sono esclusive della Sardegna settentrionale come Centaurea Horrida, Limonium Acutifolium, Limonium Laetum, ed altre della regione sardo-corsa come Astragalus Terracianoi e Erodium Corsicum. La vegetazione presenta i caratteri tipici della macchia mediterranea Termofila con Lentischio, Euforbia Arborea, Calicotome, Fillirea a foglie strette, Ginepro Feniceo e Cisto.E' presente una formazione forestale a Leccio, estesa 5-6 ettari, in località “Elighe Mannu” (nella parte settentrionale dell'isola). Di particolare interesse scientifico le Garighe Costiere, la vegetazione dunale e peristagnale.
L'ambiente marino dell'Asinara si presenta estremamente ricco da un punto di vista biologico. La parte più superficiale del litorale è colonizzata prevalentemente da due specie ad elevato interesse naturalistico: l'Alga Rossa incrostante (Lithophyllum Lichenoides) e la Patella Gigante (Patella Ferruginea) sulle quali il parco intende intervenire con opportune forme di valorizzazione. Con l'aumentare della profondità il popolamento biologico è condizionato dalla natura del substrato, le parti rocciose localizzate quasi esclusivamente nel versante occidentale presentano dei paesaggi vegetali dominati da estese praterie di alcune alghe brune come Cystoseira, Sargassum, Dictyopteris e Dictyota; oltre i 30 metri di profondità, è presente una comunità dominata da alcune feoficee come Phyllariopsis Purpurascens e Brevipes e Cystoseira Zosteroides, estremamente rara in Mediterraneo; dopo i 70 metri di profondità, un popolamento di Laminaria Rodriguezii, un raro paleoendemismo del Mediterraneo e habitat ideale per numerose specie animali di profondità.
I substrati sabbiosi sono localizzati quasi esclusivamente nel versante orientale, dove sono presenti estese praterie di Poseidonia Oceanica che trovano l'ambiente ottimale per il loro sviluppo. In particolare a "Rada della Reale" è presente una formazione di oltre 15 Kmq di estensione, con elevati valori di densità dei fasci fogliari. Per la sua importanza l'area è stata recentemente inclusa nella proposta di tutela biologica dell'ecosistema pelagico del Mediterraneo occidentale denominato "Santuario dei Cetacei".

Il Parco Nazionale dell'Asinara
Ente Gestore: Comitato di Gestione Provvisoria Parco Nazionale dell'Asinara
Sede: Via Iosto, 7 (07046) Porto Torres (SS)
Tel: 079/503388 Fax: 079/501415




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