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Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo - Marche

Martedì 29 Maggio 2012
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Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo


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Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo

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Tipica gola rupestre percorsa dal fiume Condigliano che, nel suo basso corso, incide profondamente, le potenti pareti rocciose del passo del Furlo che rappresenta uno dei più spettacolari ed imponenti esempi di incisione fluviale osservabili nell'intero Appennino. Sono visibili forme di erosione nivale ed eolica con ampi fenomeni gravitativi che hanno originato falde e coni di detrito caotico con massi a volte di notevoli dimensioni.
Le successioni rocciose della zona presentano peculiarità di grande interesse geologico, con affioramenti di strati fossiliferi notevoli per quantità e per l'importanza dei reperti racchiusi.

La flora e la fauna
La vegetazione della Gola del Furlo è ricca di elementi mediterranei, balcanici e sud-europeimontani, relitti alpini ed endemismi appenninici con presenza di specie rare o rarissime nell'intero territorio italiano quali la Moehringia populosa o rare nella regione come la Clematis Recta, Philasis alkekengi, Anthericum Liliago, Trisetum villosum.
L'area denominata “Monti del Furlo” è ricoperta da lembi boschivi costituiti da querceti caducifogli cedui con roverella, carpino nero, orniello, aceri, sorbo e da pseudomacchia a leccio e orniello con siliquastro, ginestra (Spartium junceum) e ginepro rosso (Juniperus oxycedrus).
Di notevole interesse botanico per la presenza della Leopoldia tenuiflora, specie nota in pochissime stazioni marchigiane e di molte specie orchidacee.
L'habitat rupicolo costituisce ambiente di nidificazione per diverse specie di uccelli di interesse tra cui l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco lanario (Falco biarmicus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il gufo reale (Bubo bubo), il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), il rondone maggiore (Apus melba).
Nell'habitat forestale nidificano lo sparviere (Accipiter nisus), la poiana (Buteo buteo), l'allocco (Strix aluco). Tra gli anfibi è segnalata la salamandra pezzata (Salamandra salamandra).

L'uomo e il suo territorio
Un serbatoio naturale da proteggere e valorizzare la cui gestione è stata affidata alla Provincia di Pesaro e Urbino. Una decisione assunta dalla Regione e dagli enti interessati (le tre Comunità montane di Cagli, Fossombrone e Urbania, e i Comuni di Acqualagna, Cagli, Fermignano, Fossombrone e Urbino) all'indomani del decreto istitutivo del ministero dell'Ambiente. Per la gestione della riserva la Provincia si avvarrà dell'ufficio unico Sadaf (Servizio aree demaniali e aree forestali) creato dalle tre Comunità montane e con sede a Cagli.
I circa 3.700 ettari del Furlo, sono costituiti per il 90% da aree del demanio forestale della Regione Marche.




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