![]() Reggia di ColornoLocalizzazione: - Piazza Garibaldi, 26 - Comune di Colorno - Emilia Romagna vicino a ColornoCosa vedere nei dintorniFoto di Reggia di Colorno » Colorno - Emilia RomagnaPhoto by : Rossodibolgheri Reggia di Colorno»» Piazza Garibaldi, 26 - Emilia RomagnaLa struttura attuale del Palazzo venne iniziata dal Duca Ranuccio II Farnese nel 1660 quale omaggio alla moglie Margherita Violante di Savoia, grande appassionata di caccia alla volpe. I lavori di costruzione proseguirono sotto il figlio di Ranuccio II, il Duca Francesco Farnese sino al 1719. L’aspetto architettonico del cortile d’Onore presenta ancora i caratteri che gli conferì il grande scenografo Ferdinando Galli detto il Bibiena in collaborazione con l’architetto e scultore Giuliano Mozzani di Carrara. Di quest’epoca (1690-1711) sono ancora visibili: l’alta balaustra che nasconde il tetto a coppi, le quattro torri terminanti come aeree celle campanarie e le statue alla sommità dell’edificio. Alla morte di Antonio Farnese nel 1731 succede al ducato di Parma e Piacenza Carlo di Borbone, che divenuto Re di Napoli nel 1734 trasferisce la totalità delle collezioni della Reggia nella città Partenopea, oggi sono esposte al museo di Capodimonte. Tra il 1749 ed il 1765 con i nuovi Duchi Don Filippo di Borbone e la moglie Louise Elisabette detta Babette figlia di Re Luigi XV il Palazzo vive il suo momento di massimo splendore. La Reggia di Colorno trasformata da grandi architetti quali Ennemond Alexandre Petitot e François Antoine Carlier divenne in pochi anni una delle più sontuose residenze d’Europa. Alla morte del Duca Don Filippo di Borbone gli successe il figlio Ferdinando uomo pio e devoto che fece innalzare la cappella ducale di San Liborio ed un grande monastero domenicano di ben 99 sale. Importanti lavori di miglioria e restauro furono intrapresi durante il periodo napoleonico e nel corso del regno di Maria Luigia. Nel 1862 il Palazzo divenuto proprietà della casa regnante dei Savoia venne dismesso e le importanti collezioni dei Borbone e di Maria Luigia andarono ad arricchire le residenze Sabaude del Quirinale a Roma e del Palazzo Reale di Torino. Nel 1871 il Palazzo ormai completamente spoglio venne venduto dal demanio dello Stato alla Provincia di Parma per 100 mila lire italiane. Dal 1978 la Provincia di Parma ha iniziato un imponente lavoro di restauro che ha portato all’apertura al pubblico del Piano Nobile (nel 1990), alla ricostruzione del Giardino alla francese (Maggio 2000) ed all’apertura dell’Appartamento del Duca Don Ferdinando di Borbone. - Il Piano Nobile della Reggia di Colorno Il percorso di visita al Piano Nobile prevede 22 sale: dallo scalone Napoleonico sino alla sala da pranzo per le feste di Maria Luigia. Dopo la spogliazione operata da Vittorio Emanuele II di Savoia le sale oggi completamente prive di arazzi, arredi e quadri originali conservano intatto l’arredo fisso ossia: pavimenti in marmo policromo, porte con serrature in bronzo dorato e camini in marmo di stile rococò. L’ambiente più importante è sicuramente la Gran Sala capolavoro del celebre architetto francese Ennemond Alexandre Petitot progettata nel 1753. La sala realizzata fra il 1753 ed il 1755 rappresenta il primo esempio di neoclassicismo in Europa in anticipo di quasi 30 anni sulle realizzazioni coeve. Il genio disegnativo del Petitot ha trovato perfetta realizzazione negli stucchi eseguiti da Fortunato Rusca e dal grande scultore J. B. Boudard per le figure in altorilievo. All’interno delle cornici in stucco dorato vi sono ancora le quattro tele originali (del 1757-58) di François La Croix noto come la Croix de Marseille e di Adrien Manglard. La sala conserva l’unico mobile originale, un’elegante consolle in legno dorato con le teste di ariete eseguita nel 1766 dall’intagliatore Ignazio Marchetti. Significativi al Piano Nobile anche i due salottini cinesi di Babette e di Don Filippo di Borbone del 1753 con carte da parati italiane fatte copiando quelle cinesi inserite all’interno delle boiserie. La maggior parte delle sale del Piano Nobile presentano raffinati stucchi rococò eseguiti tra il 1750-53 da Carlo Bossi su disegno dell’architetto François Antoine Carlier. - Appartamento del Duca Ferdinando di Borbone Il Duca Don Ferdinando di Borbone uomo pio e devoto a 38 anni nel 1789 smise di abitare le sale del Piano Nobile del primo cortile e si trasferì in questo appartamento prossimo al torrente Parma per essere più vicino alla Chiesa di San Liborio dove era solito ritirarsi in preghiera. L’appartamento si compone di 6 sale grandi (biblioteca, camera da letto, sala da pranzo, studio privato, studio ufficiale ed osservatorio astronomico) ed alcuni ambienti minori (studiolo, bagno, piccola cappella delle reliquie e sagrestia) tutti affrescati tra il 1787 ed 1789 da due artisti: Antonio Bresciani autore delle figure e Gaetano Ghidetti esecutore delle quadrature geometriche e dei finti stucchi presenti nei soffitti. Tutto l’appartamento conserva la boiserie, le imposte interne delle finestre, le serrature in ferro battuto e le porte originali dell’epoca di Don Ferdinando di Borbone. Di particolare interesse artistico lo studio privato e lo studio ufficiale del Duca con splendidi finti arazzi alle pareti illustranti scene sacre prese dalla Bibbia che Don Ferdinando suggeriva al pittore Antonio Bresciani. Nello studio ufficiale vi sono straordinari cammei con scene di giochi di putti realizzati in chiaro scuro da Gaetano Ghidetti di notevole qualità pittorica. Veramente unico l’osservatorio astronomico una sala tutta affrescata, dove Don Ferdinando senza uscire all’esterno comprendeva da che parte girava il vento. Al centro della sala un’asta perforava il soffitto, mentre all’esterno la banderuola collegata all’asta, mossa dal vento azionava una freccia che indicava all’interno con la rosa dei venti da che parte girava l’aria. La sala conserva ancora la decorazione a tempera a secco su muro originale, con al centro la rosa dei venti seguita da una finta balaustra mentre alle pareti vi sono paesaggi e putti con strumenti astronomici. Una parte della sala, costituita da due archi e da un piccolo vano era utilizzata come sala di lettura e presenta sul soffitto l’allegoria della geografia. - Cappella Ducale di San Liborio Nel 1775 il duca Ferdinando di Borbone fece distruggere il piccolo oratorio di San Liborio fatto costruire da Francesco Farnese nel 1722 ed iniziò la costruzione dell’imponente edificio ancora esistente consacrato nell’ottobre 1777. La costruzione venne affidata a Pietro Cugini che si ispirò in più parti al progetto del Petitot di un ventennio precedente rimasto inutilizzato. Questo primitivo edificio aveva pianta ribaltata di 180 gradi rispetto alla struttura attuale; fu nel 1788 che Don Ferdinando pensò di invertire l’orientamento della chiesa per renderla maggiormente fruibile ai colornesi avvalendosi dell’esperienza di Donnino Ferrari che progettò la nuova facciata, la controfacciata con tribuna ducale ed una nuova abside terminando i lavori nel 1791. Di straordinario interesse l’organo costruito da Giuseppe Serassi di Bergamo nel 1792-96 di ben 2898 canne; venne restaurato 25 anni orsono ed è utilizzato da più di vent’anni per una rassegna concertistica di spessore internazionale che si svolge le domeniche sere del mese di settembre. La chiesa conserva un’impressionante quantità di arredo liturgico originale coevo all’epoca di don Ferdinando, non avendo subito dopo la morte del duca (1802) rilevanti lavori di trasformazione. Nelle cappelle laterali vi sono opere dei principali artisti operanti a Parma nella seconda metà del 1700 quali: Gaetano Callani, Giuseppe Baldrighi, Pietro Melchiorre Ferrari, Laurent Pecheux, Domenico Muzzi e Benigno Bossi. Interessante la tribuna ducale che permetteva a Don Ferdinando di assistere alla messa nelle occasioni solenni e di giungere non visto in chiesa attraverso uno stretto passaggio dal suo appartamento privato. Di grande bellezza la cappella del Santissimo Sacramento, progettata da Pietro Cugini allievo del Petitot, con alle pareti una serie di preziosi marmi grigi di epoca romana che furono scavati sul colle palatino a Roma presso gli orti farnesiani prelevati dall’antico palazzo di Tiberio. Reggia di Colorno Piazza Garibaldi, 26 Tel. 0521 312545 / 0521 313790 Fax 0521 521370 reggiadicolorno@provincia.parma.it - Visita guidata obbligatoria Orari: da gennaio a dicembre, sabato domenica e festivi alle ore 10, 11, 15, 16, 17. Feriali durante i mesi di gennaio, febbraio e dicembre aperto solo per i gruppi su prenotazione. Marzo e novembre 11 e 15 Da aprile a ottobre 11 e 16 chiuso il lunedì non festivo Testo a cura di: Reggia di Colorno ![]() ![]() Prenotazione Alberghiera / Booking Hotel♦ Verifica disponibilità e prezzi di alberghi a Colorno e dintorni![]() Guida Turistica: Colorno (PR)Siti Storici e Culturali Colorno (Parma) Alcune Altre Strutture Turistiche |