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Il Corbezzolo»» Sardegna
Nome comune: Corbezzolo, Albatro
Famiglia: Ericaceae
- Descrizione - Cespuglio o albero sempreverde di 1-4 m di altezza, che può arrivare fino ad 10 m. Corteccia bruna, ruvida, che si sfalda in scaglie. Foglie coriacee, sparse sul fusto, con picciolo di circa 1 cm; lamina fogliare lucida, oblanceolata, di colore verde scuro nella pagina superiore e verde chiaro in quella inferiore, lunga 6-12 cm e larga 1,5 -3 cm, dentellata sul bordo. Fiori ermafroditi, disposti a gruppi di 15-30 in pannocchie con asse pendulo; corolla generalmente bianco-giallastra, urceolata, di lunghezza 6-10 mm; stami racchiusi nel tubo corollino. Frutti (bacche) di forma globosa, con superficie granulosa, di 1-pochi cm di diametro, a maturità di colore arancio scuro o rosso-vivo, con polpa tenera e zuccherina, commestibile, contenente 10-50 semi lunghi 2-3 mm.
- Origine - Specie spontanea tipica della macchia mediterranea, diffusa in Europa mediterranea ed Occidentale
(Portogallo, Spagna, Francia meridionale), Turchia, Africa settentrionale; presente anche nel Sud
Irlanda. In Italia, allo stato spontaneo di trova lungo tutta la fascia costiera della Penisola (eccetto
dalle Marche meridionali in su) e nelle isole maggiori e minori; presente anche nei Colli Euganei.
- Fenologia - La pianta è in attività vegetativa dall'inizio della primavera all’inizio dell’estate, con accrescimento intenso dei rami tra aprile e giugno. La fioritura si ha tra ottobre e dicembre, quasi contemporaneamente alla maturazione dei frutti derivanti dai fiori dell’anno precedente.
- Utilizzo in ortoflorofrutticoltura - Dai fiori si ottiene il tipico miele amaro (importante in Sardegna e Toscana), conosciuto per le sue proprietà antisettiche. Il frutto si presta ad un moderato consumo fresco e, previa trasformazione, se ne ottengono marmellate, confetture, gelatine, sciroppi, canditi, aceto. Se ne ottiene anche, per
distillazione, un’ acquavite (“liquore di corbezzolo). Dal decotto della bacca si ottiene una bibita fermentata estiva molto dissetante.
La fronda recisa con i frutti immaturi è utilizzata per decorazioni floreali. Piante di dimensioni limitate, recanti i frutti, sono utilizzabili come piante in vaso; a livello vivaistico, il corbezzolo si inserisce nel vasto panorama della produzione di piante mediterranee. Trova impiego nei giardini in genere come esemplare isolato e, per la sua resistenza all’inquinamento, viene utilizzato nel verde urbano stradale e lungo le autostrade.
- Variabilità genetica - Si ha una certa variabilità nella forma delle foglie (da lanceolata ad ellittico-ovata), nella forma del frutto (rotonda od appiattita), nel peso del frutto (3-10 g).
Sono state selezionate alcune cultivars di pregio ornamentale. Cultivar nane sono ‘Compacta', Elfin King', ‘Atlantic'. Hanno fiori colorati con tonalità rosa (più o meno scuro secondo il tipo) le cv. 'Rubra', 'Croomei', 'Oktoberfest'. ‘Quercifolia” ha foglie profondamente dentate.
- Propagazione: - Il seme può venire sottoposto prima della semina a stratificazione per 20-60 giorni, al fine di consentire una germinazione più completa e simultanea. La germinazione, con una temperatura ottimale intorno ai 20°C, si completa dopo 30-40 giorni; la germinabilità può variare tra il 60 ed il 90%.
La semina si effettua in autunno od in primavera.
Per la propagazione per talea è importante il momento del prelievo: le talee semilegnose prelevate nel momento in cui sta per cessare l'accrescimento dei germogli (maggio-giugno) hanno la migliore predisposizione naturale alla radicazione; con trattamenti rizogeni, la percentuale di radicazione arriva fino all'80%. Può essere effettuata la moltiplicazione anche per propaggine, per margotta o per divisione dei polloni.
Sono stati definiti protocolli per la moltiplicazione in vitro.
- Esigenze ambientali:
Può resistere a minime termiche fino a -15 °C, ma teme le gelate precoci o tardive, specialmente se accompagnate da vento. Preferisce le aree soleggiate ma tollera molto bene anche una parziale ombra.
Si adatta bene al clima mediterraneo, con apporti di pioggia prevalentemente in primavera ed autunno, ma sfrutta bene l'irrigazione.
Tollera i venti salmastri. E' una specie preferenzialmente acidofila, ma cresce bene anche in terreni calcarei e con elevata percentuale di argilla.
Necessita comunque di terreno ben drenato.
- Note:
Il nome della specie deriva dalla latino unum edo (“ne mangio uno solo”), alludendo al sapore poco appetitoso del frutto, forse però non assaggiato dal classificatore al momento di piena maturazione.
La pianta ha un pronto ricaccio dalla ceppaia dopo che la parte aerea è stata asportata.
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