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Processione del Cristo Morto - Chieti (Abruzzo)

Lunedì 28 Maggio 2012
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Processione del Cristo Morto


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Processione del Cristo Morto Celebrazioni del Venerdì Santo

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Appuntamento il 2 aprile 2010 con la processione del Cristo Morto di Chieti del Venerdì Santo, la più antica ed una delle più suggestive e toccanti che si svolgono in Italia, a cui prendono parte oltre cinquecento persone: esponenti del clero Diocesano e Regolare (l'Arcivescovo vi partecipa con l'intero capitolo); esponenti delle congregazioni e delle arciconfraternite.
La manifestazione religiosa è curata, fin dagli inizi, dalla Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti ed ha origini antichissime: Luigi Vicoli fa coincidere la sua nascita con l'epoca della ricostruzione della Cattedrale di San Giustino (il santo patrono della città di Chieti), avvenuta in seguito alla distruzione fattane da Pipino il Breve nel l'801, e precisamente - secondo una costituzione sinodale del Vescovo Teodorico I - nell'anno 842.
Nei primi tempi il corteo comprendeva solo la Croce.
Successivamente altri simboli vennero ad aggiungersi.
Quelli attuali (l'Angelo alato, le lance, il gallo, il sasso, il volto Santo, la spada, la Croce) risalgono al 1861, grazie all'opera dell'artista Raffaele Del Ponte.
La Madonna ed il Cristo sono invece del 1700.
L'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, la cui istituzione risale al 1708 e che cura la detta processione, è composta da una sessantina di membri appartenenti a casati nobili della città di Chieti che indossano tonache nere con rocchette dorate.
Accanto ad essa vi sono altre tredici congregazioni che prendono parte alla processione del Cristo Morto, i cui fratelli sorreggono lampioni argentei antichissimi, croci medievali, labari.
Tali congregazioni sono: la SS. Trinità che indossa mantelline rosee; San Domenico - o del SS. Rosario, con il rosario rosso sulle mantelline nere; Santa Chiara, dalla azzurra cappa palmata d'argento; San Gaetano, con mantelline dai rocchetti cremisi; Sant' Anna, dalle mantelline verdi; San Giuseppe; l'Immacolata; i Crociferi; i Cinturati; Santa Maria Calvona; Santa Barbara; la Madonna degli Angeli; la Madonna della Vittoria.
Gli appartenenti alle dette confraternite procedono incappucciati a passo cadenzato.
Dai balconi e dalle finestre che si aprono lungo il percorso della processione pendono coperte di seta.
La statua del Cristo Morto, coperto da un preziosissimo velo bianco, giace su una bara avvolta da un drappo di velluto nero finemente ricamato in oro.
E' portato a spalla dai membri dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.
Segue l'artistica e molto espressiva statua dell'Addolorata, con abito di seta nero ricamato a fili d'oro.
Fra le componenti più suggestive della processione, c'è il commovente MISERERE, composto nel 1740 dal teatino Saverio Selecchy, autore anche di numerosi oratori.
Si racconta che Giuseppe Verdi si sia ispirato all'opera del Selecchy per il MISERERE del suo TROVATORE.
Il MISERERE è una struggente melodia cantata da un centinaio di voci maschili e sorretta dal suono di centocinquanta violini e consta di dieci strofe.
Alle 17,30 nella Chiesa Cattedrale di San Giustino, l'Arcivescovo commemora la morte del Signore.
Immediatamente dopo (intorno alle ore 19,00), dalla Cripta della Cattedrale si snoda la processione per le vie cittadine.
Da ricordare, come curiosità, che alcuni anni or sono ci furono agitazioni da parte degli abitanti di alcune vie, escluse dal giro, per una riduzione del percorso.
L'illuminazione della processione, posta lungo le vie della città, è data da tripodi in ferro battuto situati lungo il percorso.
Al rientro in Cattedrale, l'Arcivescovo congeda i fedeli con la sacra benedizione dopo aver riascoltato il MISERERE.

Testo a cura di:
Abruzzo Turismo - Presidio Chieti




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