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Bosa Diving Center - Bosa (Sardegna)

Lunedì 28 Maggio 2012
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Bosa Diving Center

piazza Paul Harris Banchina Commerciale
Bosa Marina
08013 Bosa - OR

Phone :0785 375649
Fax .....:0785 375649
Web ...:Non disponibile
Mail ...:Non disponibile



Info Bosa
Prov. Oristano



Bosa Diving Center Noleggio Barche e Immersioni

»» Bosa Marina - Sardegna

Logisticamente la posizione attuale del nostro diving galleggiante (floating diving) è una delle migliori, al centro della costa occidentale.
La sede è ubicata appena all’interno della foce del fiume Temo, unico navigabile e sicuro porto naturale.
Il diving center, tra i più funzionali della regione, è posto nel cuore di Bosa Marina con una moderna ed efficientissima struttura galleggiante polifunzionale, affiancata sulla terraferma da comodi parcheggi per le auto.
Una superficie coperta di 150 mq sviluppa una base di eccezionale fruibilità: le imbarcazioni vengono ormeggiate sui fianchi delle grandi verande che fungono, oltre che da porticciolo, anche da superficie per la preparazione degli equipaggiamenti subacquei e per lo stesso lavaggio delle attrezzature in comode vasche d’acqua dolce.
Il nostro simpatico staff vi accoglierà all’interno della confortevole reception indirizzandovi con professionalità alle molteplici attività organizzate dal nostro sardinia scuba diving.
Tutti gli ambienti sono a portata di mano: sala per il ricovero delle attrezzature sub, officina piccole riparazioni e manutenzioni, sala noleggio attrezzature, aula didattica e una potente stazione di ricarica aria e nitrox, tutto incredibilmente sull’acqua.
Per i momenti di relax, e per gli accompagnatori, è disponibile l’ampio terrazzo panoramico attrezzato con angolo bar e sdraie.
Adiacente al diving i nostri ospiti potranno usufruire di numerosi servizi come negozi, hotel, bar, ristoranti ecc.
A poche decine di metri sorge la rinomata spiaggia di Bosa marina sulla quale si possono svolgere numerose attività ricreative: windsurfing, kitesurf, canoa, fitnes, scuola di vela, parapendio e attrezzati ormeggi per la nautica.
La versatilità delle nostre veloci imbarcazioni ci permette di navigare per circa 25 miglia di mare sia a nord che a sud per raggiungere velocemente le aree marine protette del promontorio di Capo Caccia e dell’Isola di Maldiventre (AMP Sardegna).
La costa prevalentemente rocciosa e di varia morfologia permette immersioni di ogni tipologia tra paretti, secche, relitti e coloratissime grotte.
Partendo dalla riva, già da pochi metri, gli ospiti verranno guidati in itinerari subacquei di incredibile fascino, eccezionali anche per la pratica dello snorkeling.
Le numerose secche, ubicate anche 2 miglia al largo, dove ci si può immergere alle quote maggiori, consentono incontri con rare specie di organismi.

IMMERSIONI:

- SECCA DI PAGLIOSA
Localizzazione: Circa 300 metri a ovest dell’isola di “Sa Pagliosa”.
Morfologia: Massiccio di roccia vulcanica andesitica che si solleva verso la superficia fino a - 12 metri, punto in cui è necessario effettuare l’ancoraggio.
L’area circostante, profonda circa 30 metri, è costituita verso sud e sud-ovest da prateria di posidonia e massi isolati.
Itinerario: La discesa avviene sul cappello guadagnando immediatamente il settore più profondo nel lato sud e sud-ovest.
Si segue il perimetro della secca in senso orario esplorando gli spacchi e le pareti ricche di organismi bentonici.
Si risale verso il cappello, sempre attorniati da sciami di pesce azzurro con la possibilità di incontrare specie pelagiche.
Cosa si vede: Saraghi, murene, cernie, dentici, ricciole, pesce azzurro, organismi bentonici.

- GROTTE DI CAPO MARRARGIU
Localizzazione: Settore ovest del promontorio di Capo Marrargiu, lungo un tratto di costa esteso per circa 200 metri in direzione nord.
Morfologia: Falesia quasi a strapiombo caratterizzata da numerose fratture della roccia vulcanica, alcune delle quali danno origine a bellissime grotte marine.
Itinerario: Si inizia la discesa esplorando la Grotta dei Pellicani, caratterizzata da un meandro sufficientemente largo e lungo circa 80 metri, privo di sedimenti.
All’ingresso della grotta il fondo è situato a - 11 metri, per arrivare ai soli -2 metri della parte finale.
Si può riemergere in qualsiasi punto.
Sulla volta è possibile osservare colate di calcite e di altri minerali.
L’immersione prosegue lungo il profilo della costa verso sud per raggiungere, dopo poche decine di metri, la Grotta Colzaranzu e la Grotta S’Abilone che si sviluppano sott’acqua con un meandro di circa 20 metri.
L’esplorazione non presenta grossi problemi, e può essere condotta in piena sicurezza, anche se ovviamente osservando tutte le regole dell’immersione speleologica
Cosa si vede: Saraghi, corvine, gronghi, cicala, organismi bentonici.

- SECCA DI CAPO MARRARGIU
Localizzazione: A nord-ovest del promontorio di Cap Marrargiu, circa 300 metri al largo.
Morfologia: Esteso massiccio roccioso di origine vulcanica che da quota - 40 metri si solleva in alternanza a terrazzamenti, fenditure e canaloni fino a quota -6.
Itinerario: Dal punto meno profondo, nel settore est, si inizia la discesa sul cappello, quasi sempre investito da una sensibile corrente.
Si nuota lungo un profondo canalone orientato a sud-ovest sino al bordo di una parete che sprofonda a oltre 30 metri.
Una vistosa spaccatura è dimora di varie specie di pesci.
Sul fondo detritico si segue la base della secca in senso orario riguadagnando progressivamente i settori meno profondi che invitano ad altri itinerari.
È possibile, con tutte le cautele, visitare una magnifica cavità detta Grotta dei Saggi.
L’ingresso, posto alla base di un’arco all’interno di un canalone, è rappresentato da una stretta frattura che permette l’ingresso solo ponendosi di fianco. La caverna si allarga in un ampio ambiente dal fondo sedimentoso, ma ricco di colori e di vita in genere.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, gronghi, murene, cicala, aragoste, dentici, cernie, organismi bentonici, corallo.

- SCOGLIO DI CAPO MARRARGIU
Localizzazione: A poche decine di metri dal versante Ovest dell’isolotto di Capo Marrargiu è ben visibile una secca semi affiorante.
Morfologia: Un’estesa formazione rocciosa si sviluppa longitudinalmente sino alla secca ubicata più a largo.
Itinerario: L’immersione si sviluppa lungo la parete verso ovest sino a raggiungere il fondo di posidonia posto a circa 25 metri.
Si esplorano le fenditure e i massi isolati con le numerose tane.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, murene, labridi, aragoste.

- GROTTE DI CASA DEL VENTO
Localizzazione: Piccola isola chiamata S’isula Ruggia posta sulla destra della località di Casa del Vento.
Morfologia: Affioramento trachitico di colore rossiccio.
Il fondale è costituito da pareti, distese di massi, canaloni e piccole grotte in alternanza alla prateria di posidonia.
Itinerario: Si sviluppa intorno allo scoglio, sempre a profondità modeste entro i 20 metri.
Si raggiunge il fondo nel settore nord caratterizzato da grandi pietre.
Nuotando lungo la parete si individua la prima di una serie di piccole cavità conosciuta come Grotta delle Dromie.
Si prosegue nel settore sud nuotando all’interno di un canalone che termina con una ampia cavità passante, conosciuta come Grotta del Grongo.
All’uscita si esplora una frana di massi sull’imboccatura di una terza cavità anche essa passante, detta Grotta dell’Astice la quale presenta la forma di una grande cupola sulla cui volta si deposita l’aria di scarico degli autorespiratori.
L’aria prosegue lentamente la corsa verso la superficie fuoriuscendo dalla piccole fenditure della roccia, facendo così apparire l’acqua effervescente.
Si termina l’immersione percorrendo uno stretto canalone.
Si può riguadagnare l’imbarcazione attraverso una scorciatoia rappresentata da una quarta cavità, detta Grotta del Lago, che permette di attraversare l’isolotto da parte a parte e consente di riemergere in una pozza a cielo aperto.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, musdee, murene, gronghi, dromie, astici, aragoste.

- SA PUNTA L’ALGA (Torre Argentina)
Localizzazione: Lungo la fascia costiera a nord della Torre Argentina.
Morfologia: Tavolato roccioso di origine vulcanica in alternanza a canaloni, cigliate e frane di massi.
Itinerario: Accedendo anche dalla costa, si segue una piccola parete in direzione sud verso il largo.
Si localizza un primo agglomerato di grossi massi che offrono rifugio a numerose specie di pesci.
Si prosegue lungo un itinerario non definito esplorando all’interno dei frequenti canaloni e spacchi.
Cosa si vede: Labridi, saraghi, corvine, murene, aragoste.

- PETTATA DI TORRE ARGENTINA
Localizzazione: Al largo della Torre Argentina circa 1 miglio in direzione sud.
Morfologia: Esteso gradino roccioso alto pochi metri, con orientamento Est-Ovest, piuttosto profonda e di difficile localizzazione.
Itinerario: La discesa avviene “nel blu” senza riferimenti.
Una volta raggiunto il fondo, a -38 metri, si può decidere la direzione da seguire, est o ovest, in funzione della corrente.
Naturalmente il tempo di permanenza a questa profondità è limitato, anche perché in alcuni punti la cigliata precipita, verticale, fino a 55 metri.
Si esplorano le numerose tane lungo un percorso piuttosto lineare a profondità costante.
Cosa si vede: Aragoste, saraghi, pesce San Pietro, cernie.

- CANE MALU
Localizzazione: All’imboccatura dell’insenatura di Cala è Moros a sud dell’isolotto omonimo.
Morfologia: Tavolato roccioso di origine vulcanica.
Da luogo ad un’alternanza di piccole pareti, crateri, raggruppamenti di massi e piccole grotte passanti.
Itinerario: Si raggiunge il fondo nel settore sud dell’isolotto, individuando verso il largo una prima cigliata.
Quest’ultima è caratterizzata da piccole grotte e da un bell’arco conosciuto come Grotta 2 di Cane Malu.
Si prosegue al largo verso sud-ovest, sino ad intercettare una seconda parete aggettante che da luogo a una seconda cavità chiamata Grotta 1 di Cane Malu.
Tutta l’area è ricca di piccoli anfratti e tane.
L’immersione termina intorno alla piccola isola esplorando i numerosi crateri.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, labridi, murene, cernie, cerianthus, organismi bentonici.

- SOS PUPPOS
Localizzazione: Settore centrale del tratto di litorale compreso tra l’insenatura di Cala è Moros e Cala Rapina, a nord di Bosa Marina.
Morfologia: Fondale roccioso di origine vulcanica costituito da forti depressioni e pinnacoli verticali.
Itinerario: A brevissima distanza da terra si raggiunge il fondo posto a circa 15 metri.
Si notano subito una serie di pinnacoli circolari simili a colonne, che si sollevano dal fondo anche per quattro o cinque metri.
Si tratta del risultato di antichi fenomeni vulcanici e di erosione.
Il percorso subacqueo si sviluppa fra le colonne, dando l’impressione di nuotare fra le rovine di un antichissimo e particolare tempio sommerso.
Cosa si vede: Saraghi corvine, murene, dentici.

- SECCA DI CALA E MOROS
Localizzazione: Al largo un mezzo miglio verso sud del litorale di Sos Puppos, Cala è Moros.
Morfologia: Vasto tavolato roccioso di origine vulcanica.
Nel settore ovest e sud da luogo ad alte pareti verticali in alternanza a canaloni che trasversalmente solcano la secca.
Itinerario: Esistono vari percorsi subacquei in corrispondenza della parete.
Si raggiunge il sommo della secca a circa 20 metri di profondità.
L’esplorazione prosegue alla base della parete, all’interno di un grande canalone a profondità variabile, non oltre -36 metri.
Lungo il percorso, sia a sud che a nord rispetto al punto di partenza, si incontrano altri canyon caratterizzati da numerose nicchie e anfratti oltre che una piccola cavità conosciuta come Grotta delle Aragoste, questi a loro volta sono il rifugio di una variegata fauna.
Un secondo itinerario consente di visitare il settore meno profondo della secca, con profondità variabile fra gli 8 e i 25 metri dove è possibile visitare la Grotta di Cala è Moros.
Cosa si vede: Corallo, aragoste, saraghi, corvine, spirografi, organismi bentonici.

- SECCA DI CORONA NIEDDA
Localizzazione: Al largo 100 metri a ovest dell’isola maggiore di Corona Niedda.
Morfologia: Vasto rialzamento basaltico orientato nord-sud.
Da luogo a pareti e ad alcune grotte passanti.
Itinerario: Nel settore nord si raggiunge il fondo in corrispondenza di una ampia cavità passante conosciuta come Grotta di Corona Niedda.
Si imbocca l’ingresso della cavità nel lato est, attraversandola tutta con la possibilità di fuoriuscire da un’uscita verticale.
Raggiunta la parete nord-ovest si prosegue in un circuito in senso antiorario.
Nel settore sud si individua una seconda cavità conosciuta come Grotta delle Cernie.
Ai margini della parete sono posti grandi macigni con ampie tane.
Su una piazzola di sabbia è visibile una grande ancora in ferro.
L’immersione prosegue esplorando il sommo della secca a -15 metri.
Un secondo itinerario si sviluppa nel versante est in corrispondenza di alte pareti.
Cosa si vede: Saraghi, cernie, aragoste, astici, gronghi, murene, salpe, corallo, organismi bentonici.

- SECCA SU PUNTILLONE
Localizzazione: Al largo della punta di Foghe, circa 1,5 miglia in direzione ovest.
Morfologia: Formazione rocciosa di origine vulcanica che da luogo a una grande guglia con alte pareti, profonde fratture e agglomerati di grossi macigni.
Itinerario: Si raggiunge il sommo della secca nel settore nord a quota 20 metri circa.
Si prosegue verso il fondo caratterizzato in questo punto da una frana di grandi massi che danno luogo a tane di grandi dimensioni.
Si prosegue nuotando ai piedi della parete in direzione sud.
Lungo il percorso si incontrano grandi lastre che formano ampie tane.
Riguadagnato il cappello della secca, nel settore meridionale, si esplorano alcune profonde fratture.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, cernie, mustele, gronghi, murene, dentici, ricciole, corallo, anemoni gioiello, sargassum, laminarie, riccio diadema, organismi bentonici.

- SECCA LE PIRAMIDI
Localizzazione: Al largo della punta di Foghe, circa 1,5 miglia in direzione ovest.
Morfologia: Formazione rocciosa di origine vulcanica che da luogo a numerose guglie con modeste pareti, profonde fratture e agglomerati di grossi macigni.
Itinerario: La discesa avviene nel blu, nel settore nord in corrispondenza di alcune guglie basaltiche unite fra loro da una sinuosa cigliata che si erge da una profondità di 36 metri.
Si esplora l’ambiente mantenendosi al massimo sui -30 metri, fra i massi e le profonde fenditure della roccia ricche di sorprese.
Il rientro si effettua in favore di corrente esplorando la parte opposta delle pareti già visitate.
Cosa si vede: Saraghi, corvine, gronghi, murene, cernie, parazoanthus, organismi bentonici vari.

- RELITTO del VAPORETTO (Isola di Maldiventre)
Localizzazione: mezzo miglio al largo della Cala dei Pastori
Itinerario: Il relitto si trova adagiato su un fondale di circa 17 metri, misto di sedimenti e posidonia.
Si presenta leggermente sbandato sul lato di sinistra con la prua rivolta a nord, quasi in assetto di navigazione.
Si tratta di un piccolo vapore, probabilmente un rimorchiatore di servizio tra l’isola e la terra ferma, affondato presumibilmente nei primi anni del ’900.
Ha una lunghezza di circa 25 metri, in buono stato di conservazione.
Presenta ancora il ponte e la caldaia, mentre sono assenti le sovrastrutture e il motore a vapore.
Nel corso dell’immersione, molto facile e per tutti, si fà il periplo dello scafo.
Con cautela ci si può avventuare entro i locali di prua e di poppa per scattare qualche bella foto.
Cosa si vede: Tra le lamiere vivono qualche sarago, cerniotti, caponi e gli onnipresenti gronghi.

- GROTTA DI NEREO (Capo Caccia)
Localizzazione: Alla base del promontorio di Capo Caccia sul lato ovest
Itinerario: La Grotta di Nereo è una fra le più grandi cavità sommerse del Mediterraneo.
Ha uno sviluppo abbastanza articolato, con una caratteristica forma ad anello che visto in pianta ricorda la lettera A dell’alfabeto.
L’immersione può essere sviluppata con diversi livelli di difficoltà, tra i 15 e i 32 metri del settore più profondo.
Soffermandosi nei pressi degli ingressi meno profondi, chiamati “archi di Nereo”, si gode di un ambiente spettacolare dovuto ai riflessi luminosi e alla moltitudine di specie viventi come corallo rosso, leptosammia, briozoi e spugne.
Affacciandosi su una grande loggia si spazia con lo sguardo verso l’esterno del settore sud potendo osservare banchi di saraghi, dentici e cernie.
Nel caso si voglia esplorare il settore più remoto della cavità è indispensabile farsi accompagnare da una guida esperta e munirsi di un efficiente sistema di illuminazione.
Ricordiamo che man mano ci si allontana dagli ingressi, i popolamenti animali diventano sempre più radi fino a scomparire completamente.
Data la spettacolarità dell’ambiente, qualsiasi immersione si decida di fare, rimarrà comunque impressa nella memoria.
La cavità è talmente grande e articolata che non sarà sufficiente un solo tuffo per visitarla integralmente.
Per le immersioni in grotta è obbligatorio munirsi di autorizzazione da parte dell’AMP.
Si consiglia di rivolgersi a uno diving center autorizzato che giornalmente organizzano le escursioni nell’Area Marina Protetta.


- GROTTA DELLA MADONNINA> (Capo Caccia))
Localizzazione: Alla base del promontorio di Capo Caccia
Itinerario: La grotta ha origine sotto la punta di Capo Caccia, in corrispondenza dell’effigie della Madonnina (da cui prende il nome) incastonata nella parete.
Peculiarità importante è dovuta alla notevole ampiezza dell’ingresso, largo oltre 30 metri, che favorisce l’elevata biodiversità delle specie presenti sulle pareti.
È un vero tripudio di margherite di mare, madreporari, briozoi, spugne dalle forme più rare, corallo rosso, ascidiacei e lucide cipree.
La visita a questa cavità è consigliabile di mattina.
Si raccomanda ai subacquei di muoversi con estrema cautela, data la grande fragilità degli organismi presenti.
Per le immersioni in grotta è obbligatorio munirsi di autorizzazione da parte dell’AMP.
Si consiglia di rivolgersi a uno diving center autorizzato che giornalmente organizzano le escursioni nell’Area Marina Protetta.

- GROTTA DEI FANTASMI E GROTTA DEL GIGLIO (Capo Caccia)
Localizzazione: A est del promontorio di Punta Giglio alla base della falesia.
Itinerario: Sul lato est del promontorio di Punta del Giglio si aprono due particolarissime grotte semi-sommerse.
La prima, detta dei Fantasmi, presenta due ingressi poco profondi che si restringono velocemente e conducono ad un grande ambiente completamente buio caratterizzato da rocce irregolari di calcare bianchissimo sulle pareti e sulla volta.
Il fondo è invece scuro.
Anche se nel settore interno gli organismi viventi sono poco rappresentati, la grotta stupisce per i suoi aspetti geomorfologici.
Le rocce e l’immobilità dell’ambiente sono simili a quelle dei grandi fondali marini e consentono al subacqueo di vivere un’esperienza unica.
Nei pressi si apre la Grotta del Giglio, che conserva ancora il ricordo della sua formazione carsica con evidenti stalattiti e resti di concrezioni.
Sul fondo stazionano i piccoli ghiozzi leopardo e, nel lato più buio si incontra la brotola nera, un curioso pesce parente di specie abissali.
Entrambe le grotte formano laghetti interni nei quali si può cautamente emergere.
Per le immersioni in grotta è obbligatorio munirsi di autorizzazione da parte dell’AMP.
Si consiglia di rivolgersi a uno diving center autorizzato che giornalmente organizzano le escursioni nell’Area Marina Protetta.

- GROTTA DI FALCO (Capo Caccia)
Localizzazione: A est del promontorio di Punta Giglio alla based della falesia.
Itinerario: A circa metà strada fra Capo Galera e Punta del Giglio, si origina un’ampia cavità semi-sommersa con una caratteristica forma a ferro di cavallo.
Sono presenti due ingressi separati che si trovano a circa 10 metri di profondità, alla base della parete rocciosa.
L’immersione non presenta particolari difficoltà e si sviluppa da un ingresso all’altro.
Si osservano numerosissime forme di vita bentonica, tra cui leptosammie, spugne, briozoi e, in prossimità dell’ingresso, i ventagli delle gorgonie gialle.
In alcune nicchie fangose dominano grandi cerianti.
Per quanto la presenza del corallo rosso si sia notevolmente ridotta per vari motivi, è ancora possibile osservarne numerose colonie in alcuni punti della volta.
Per visitare la grotta, che ha anche una parte emersa, raggiungibile attraverso un sifone, è opportuno, come sempre, l’accompagnamento di una guida esperta e l’utilizzo di un efficiente impianto di illuminazione.
Per le immersioni in grotta è obbligatorio munirsi di autorizzazione da parte dell’AMP.
Si consiglia di rivolgersi a uno diving center autorizzato che giornalmente organizzano le escursioni nell’Area Marina Protetta.




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