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Museo del Carbone - Centro Italiano Cultura del Carbone - Carbonia (Sardegna)

Lunedì 28 Maggio 2012
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Museo del Carbone - Centro Italiano Cultura del Carbone

Grande Miniera di Serbariu
09013 Carbonia - CI

Phone :0039 0781 670591
0039 0781 62727
Fax .....:0039 0781 670591
Web ...:Non disponibile
Mail ...:Non disponibile



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Info Carbonia



Museo del Carbone - Centro Italiano Cultura del Carbone

»» Carbonia - Sardegna

Il Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu.
Il Museo del Carbone, presso il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC) nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, è stato inaugurato il 3 Novembre 2006. Il sito minerario, attivo dal 1937 al 1964,  ha caratterizzato l'economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni '30 e '50 una delle più importanti risorse energetiche d'Italia, essendo la più grande miniera di carbone italiana. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici ed è ora regolarmente aperto al pubblico.
Il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito dell'ex miniera di Serbariu, in gran parte già realizzato, ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie più significative del sito stesso: la lampisteria, locale in cui i minatori ritiravano le lampade prima di scendere in sottosuolo; i castelli di accesso ai pozzi; le due sale argani e la galleria sotterranea.
La visita del Museo del Carbone parte dalla lampisteria, che attualmente ospita l'esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia. L'ampio e luminoso locale accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie d'epoca e documenti. Sette monitors con audiocuffie riproducono ininterrottamente filmati d'epoca sull'inaugurazione di Carbonia, videointerviste ai minatori anziani e animazioni sulla formazione del carbone e sulle tecniche di sondaggio del sottosuolo. La galleria sotterranea, cui si accede in visita guidata, mostra l'evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni '30 alla cessazione dell'attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell'epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive. La sala argani, infine, conserva intatte al suo interno le grandi ruote dell'argano con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.
Nel Museo si trovano inoltre un bookshop, nel quale è possibile acquistare libri sull'argomento e gadgets, una caffetteria e una sala conferenze con moderno impianto audio-video che può ospitare 130 persone.

Il Museo rappresenta un'occasione unica per visitatori locali e turisti italiani e stranieri per conoscere la storia della Grande Miniera di Serbariu, approfondendo sia gli aspetti tecnico-scientifici relativi al carbone e ai metodi di estrazione, sia l'aspetto umano, conservando e tramandando la memoria delle vicende antropologiche e sociali di coloro che hanno faticato e lottato nelle miniere per affermare il proprio diritto al lavoro e alla dignità.

INFORMAZIONI UTILI
  • Orari:
    Dal 21 Giugno al 20 Settembre: tutti i giorni 10:00 - 19:00
    Dal 21 Settembre al 20 Giugno: da martedì a domenica (chiuso lunedì non festivo, Natale e Capodanno) 10:00 - 18:00
    Le visite alla galleria e alla sala argani si svolgono con guida, massimo 20 persone per volta, in lingua italiana, inglese e francese.
    La visita guidata della galleria dura circa 45 minuti, con ultima partenza 1 ora prima della chiusura.
    Gruppi e scolaresche possono usufruire su prenotazione della visita guidata di tutto il sito, tutto l’anno nei giorni di apertura a partire dalle 9:00.
    Il Museo è accessibile ai visitatori disabili, completamente per quanto riguarda la lampisteria e la sala argani e in parte per la galleria sotterranea.
  • Biglietto:
    Intero Euro 6.00
    Ridotto Euro 4.00 (gruppi composti da minimo 25 persone; scolaresche; visitatori oltre i 65 anni e tra i 6 e i 12 anni; titolari di Carta Giovani).
    Per i bambini sotto i 6 anni l’ingresso gratuito.
  • Informazioni e prenotazioni:
    Museo del Carbone - Centro Italiano della Cultura del Carbone
    Grande Miniera di Serbariu - 09013 Carbonia
    Telefono e fax uffici 0039 0781 670591
    Telefono biglietteria 0039 0781 62727
    E-mail: prenotazioni@museodelcarbone.it; info@museodelcarbone.it
    Sito internet: www.museodelcarbone.it
STORIA
La miniera di Serbariu ha rappresentato, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, una delle più importanti risorse energetiche d'Italia. Iniziò ufficialmente la sua attività produttiva nel 1939 e cessò la produzione nel 1964.
La Società Mineraria Carbonifera Sarda operò nel bacino carbonifero del Sulcis un'intensa campagna di sondaggi di ricerca negli anni 1936-37, riscontrando l'esistenza di un esteso giacimento di carbone a sud della miniera di Sirai (in attività già dal 1918) e ad ovest della zona dove a breve sarebbe sorta la città di Carbonia. L'area venne richiesta in concessione con la denominazione di “Serbariu” nel 1937, ottenuta poi ufficialmente il 18 gennaio 1939 con Decreto del Ministo Segretario di Stato per le Corporazioni pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.45 del 23 Febbraio 1939. Nell'intervallo tra le due date ebbero luogo i lavori di allestimento della miniera e vennero scavati i primi pozzi. L'originaria estensione venne ampliata nel tempo fino a inglobare anche le concessioni minerarie limitrofe e fino a raggiungere la profondità di 179 metri dalla superficie e 103 metri sotto il livello del mare.
Negli anni '50, con l'ingresso dell'Italia nella CECA e il ridimensionamento dell'intero settore, ebbe inizio un periodo segnato da riassetti societari, dalla chiusura di molti cantieri e dallo spostamento dei lavori verso il centro del bacino con la costruzione della nuova miniera di Seruci. Si assistette ad un progressivo smantellamento del bacino carbonifero con una tendenza all'esodo. Nel decennio 1947-57 il numero delle maestranze passò da 14.000 a 5.000 unità. E' questo il periodo delle lotte e degli scioperi per il mantenimento del posto di lavoro. Nel 1948 si svolse uno degli scioperi più lunghi della storia italiana: durò ben 72 giorni. La drastica riduzione dell'attività mineraria in una regione che si reggeva sulla monoeconomia carbonifera causò un susseguirsi di emigrazioni. Nel 1965 i minatori ancora in attività furono assunti dall'Enel, la concessione mineraria fu rinunciata e i beni immobili passarono alla Regione Sarda, e poi da questa furono rivendute alla MCS.
La miniera di Serbariu venne chiusa ufficialmente nel 1971. Da allora gli impianti sono stati sottoposti ad un rapido deterioramento e ad un'opera di spoliazione che ha portato alla rovina edifici e macchinari. I fabbricati abbandonati divennero sede di diverse attività artigianali non autorizzate, di discariche abusive e furono occupati da famiglie di senzatetto che ne accelerarono il degrado.
L'Amministrazione comunale intervenne in diversi frangenti nel tentativo di acquisire il patrimonio immobiliare della ex miniera e per impedire lo smantellamento dei castelli minerari destinati alla rottamazione, fino a concludere l'acquisto del sito nel 1991. Da quel momento sono stati elaborati diversi progetti di recupero e di riapertura al pubblico fino al 2002, anno di nascita ufficiale del primo cantiere per il restauro della lampisteria.


Testi e immagini gentilmente forniti da:
Centro Italiano della Cultura del Carbone




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