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Museo Nazionale Palazzo Besta - Teglio (Valtellina)

Martedì 29 Maggio 2012
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Museo Nazionale Palazzo Besta

via Fabio Besta, 4
23036 Teglio - SO

Phone :0342 781208
Fax .....:
Mail ...:Non disponibile



Photo Gallery TeglioPhoto Gallery Teglio
Info Teglio
Prov. Sondrio



Museo Nazionale Palazzo Besta Museo Archeologico/Artistico

»» Teglio - Valtellina - Lombardia

Il Palazzo Besta venne costruito verso il 1433, su preesistenti strutture medioevali, sotto ordine di Azzo I e Azzo II Besta.
E' il monumento più importante della provincia di Sondrio ed uno dei più significativi esempi di dimora signorile Lombarda del Rinascimento.
Fu proprietà delle famiglie Besta, Guicciardi, Quadrio, Parravicini.
L'edificio è formato da un particolare cortile interno con loggiato, caratterizzato da un'elegante loggia e da un pozzo ottagonale in marmo.
Le pareti sono rivestite da una decorazione ad affresco.
Sul parapetto del loggiato si trova un fregio policromo raffigurante Sirene, putti e satiri che sorreggono i medaglioni coi ritratti dei padroni di casa (Azzo I e Ippolita Alberti; Azzo II e Agnese Quadrio).
All'esterno, il portale cinquecentesco in marmo bianco, sormontato da un fregio dipinto con lo stemma dei Besta, è adorno di intagli rappresentanti scene bibliche entro medaglioni e fiori.
Al primo piano si visita, dopo una saletta con originale volta a ombrello, il Salone dell' Onore, che conserva una fascia di affreschi cinquecenteschi lungo le pareti, raffiguranti Storie dell' Orlando Furioso.
Sul soffitto, un affresco settecentesco rappresenta la Regina di Saba ricevuta da Re Salomone, affresco di Giuseppe Prina.
L'attigua Sala della Creazione è quella artisticamente più valida del palazzo.
L'ignoto pittore che la dipinse nel sec. XVI mostra una vasta cultura e una notevole preparazione tecnica.
Tra i numerosi riquadri con scene tratte dalla Bibbia relative alla creazione, notevole appare un Mappamondo.
Questo affresco non è un semplice elemento decorativo, ma un dipinto geografico unico e sconosciuto agli studiosi di cartografia antica fino a soli cinque anni fa.
Dobbiamo agli studi del valtellinese Claudio Piani, esperto di geografia, e dell'archeologo Diego Baratono la riscoperta di questo importante tassello nella storia della cartografia rinascimentale.
Il mappamondo sulla volta di Palazzo Besta è riconducibile per matrice alla edizione postuma del 1570 della carta geografica del matematico tedesco Caspar Vopel del 1545, che dopo quella di Martin Waldseemueller del 1507 era una delle opere più imitate tra quelle che celebravano le navigazioni di Amerigo Vespucci.
Dal loggiato si accede alla Sala da Pranzo con volta a vele decorate a motivi floreali, frutti e stemmi.
Seguono altre ricche sale dei sec. XVI-XVIII, tra le quali la Sala Romana, così chiamata per i soggetti degli affreschi che la ornano, ispirati alle leggende dell'antica Roma.
Alle sale si alternano stanze rustiche di gusto nordico, le tipiche Stue valtellinesi foderate in legno, con soffitti sagomati.
Al secondo piano si può visitare infine un salotto con fregio a putti ed episodi mitologici, opera del bresciano Aragonio Aragoni su commissione di Carlo I Besta (1580), e la Sala del Falcone, con scene di caccia ad affresco di gusto gotico internazionale.
Al pianterreno, destinato un tempo al corpo di guardia ed alle scuderie, ora si può visitare l'Antiquarium Tellinum, che ospita al suo interno testimonianze dell'arte preistorica valtellinese, come la famosa stele con la raffigurazione della Dea Madre.

Testo a cura di:
Karin Zubiani




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