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Miele di corbezzolo , melalidone olione

Martedì 29 Maggio 2012
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Prodotti Agro-Alimentari Regionali: Sardegna

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Sardegna

Prodotti Tradizionali



Miele di corbezzolo , melalidone olione


Prodotto Tradizionale Regione Sardegna


  • DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
    Il miele è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare. Tale prodotto alimentare può essere fluido, denso o cristallizzato. Il miele prodotto in Sardegna è ottenuto quasi esclusivamente dal nettare dei fiori di piante spontanee (in prevalenza) o coltivate. In particolare, la Sardegna può vantare un’ampia gamma di produzioni uniflorali. (caratterizzati dalla dominanza del nettare di un’unica specie botanica), delle quali alcune tipiche della nostra regione come il miele amaro di Corbezzolo (Arbutus unedo) e quelli dolci di Asfodelo (Asphodelus microcarpus) e di Cardo (Galactites tomentosa). In particolare il miele di corbezzolo è di colore leggermente ambrato, con tipiche sfumature grigio verdi, facilmente riconoscibile per il caratteristico aroma pungente, il profumo fresco, e per il sapore decisamente amaro, intenso e persistente. E’ raro perché il corbezzolo fiorisce da novembre a febbraio e questo rende difficile, a causa del freddo, il lavoro delle api. La cristallizzazione è fine. E’ ottimo sul pecorino e sulle sebadas, prezioso per la salute e ottimo sedativo per la tosse.
    Le caratteristiche principali sono riconducibili ad alcuni parametri chimico-fisici:
    - tenore in zuccheri non inferiore al 65%;
    - tenore in acqua non superiore al 21%;
    - la materia insolubile in acqua non deve superare lo 0,1%;
    - le sostanze minerali non devono essere superiori allo 0,6%;
    - l’acidità non deve superare i 40 meq/Kg;
    - il tenore di idrossimetilfurfurale o HMF non deve essere superiore a 40 mg/kg;
    L’indice diastasico non deve essere inferiore a 8 unità Shade, fatta eccezione per alcuni mieli considerati a bassa attività diastasica in cui è ammesso un limite minimo di 3 U.D. Le caratteristiche palinologiche, utili per l’identificazione botanica e geografica del miele (PK/10 gr.= numero di granuli di polline e altri elementi figurati in 10 grammi di miele) e dalle frequenze o percentuali dei tipi pollinici rappresentati nel sedimento. Il miele deve poi rispondere a determinati requisiti organolettici di base come l’assenza di odori o sapori estranei, l’assenza di processi fermentativi in atto o di impurità in sospensione o in superficie. Le peculiarità organolettiche le sono invece conferite dall’aroma particolare, derivante dall’essenza botanica, dall’aspetto fisico e dalle caratteristiche chimiche.
  • DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    Il miele di corbezzolo in Sardegna è ottenuto per estrazione dai favi mediante centrifugazione (metodo adottato nell’apicoltura razionale che si avvale di arnie a favo mobile). Il periodo di fioritura del corbezzolo è molto tardivo (ottobre - novembre) e ciò comporta notevoli inconvenienti: il periodo di produzione risulta infatti coincidere con un’elevata umidità atmosferica per cui le api non sempre riescono ad asciugare in modo ottimale questo miele. Anche se questa peculiarità è prevista dalla legge (l’art. 2 della legge n. 753/82 eleva dal 21 al 23% il limite di umidità ammesso per questo miele) ciò non toglie che il miele di corbezzolo sia fra quelli che più facilmente sono soggetti a fermentare. Per questo fra gli apicoltori si è diffuso molto l’uso di deumidificatori che permettono di ridurre la percentuale di acqua a valori ottimali per la conservazione di questo miele. Successivamente il miele viene sottoposto a filtrazione, decantazione, maturazione prima del confezionamento e dello stoccaggio.
  • MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E IL CONDIZIONAMENTO
    Tutte le attrezzature occorrenti allo svolgimento dell’intero ciclo di lavorazione del miele, dovranno rispondere ai requisiti igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti di legge in materia di sicurezza e di salubrità degli alimenti. In particolare vengono utilizzati i seguenti macchinari: banco disorpercolatore o disopercolatrice, smielatore radiale o tangenziale, maturatori e filtri vari in acciaio inox, gruppo vasca pompa per il miele con invasettatrice manuale o automatica, apparecchiature per l’omogenizzazione e la deumidificazione del miele (facoltative).
  • DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    I locali dovranno rispondere alle normative previste dalla legge sulla lavorazione dei prodotti alimentari. Più precisamente gli ambienti dovranno essere costruiti in modo da garantire una facile ed adeguata pulizia, sufficientemente ampi tali da evitare l’ingombro delle attrezzature e l’affollamento del personale, rispondenti ai requisiti razionali sotto il profilo igienico sanitario con valori microclimatici atti ad assicurare condizioni di benessere ambientale, aerabili con buon sistema di illuminazione tali da evitare sviluppo di muffe prevenendo la contaminazione delle sostanze alimentari, le superfici delle pareti e dei pavimenti devono essere facilmente lavabili e disinfettabili ed adeguati servizi igienici.
  • ELEMENTI CHE COMPROVANO CHE LE METODICHE SONO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI
    L’allevamento e la cura delle api, le cui origini sono molto antiche, hanno sviluppato positivamente la produzione del miele che è divenuto una delle risorse produttive del popolo sardo il quale ha adoperato, e adopera tuttora, il miele soprattutto nella confezione dei dolci e di certi piatti di gala, come scrisse lo studioso tedesco Max Leopold Wagner nella sua opera di storia e di glottologia “La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua”.