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Ciliegia furistera - kariasa 'e ispiritu Prodotto Tradizionale Regione Sardegna
- DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
L’albero è debolmente vigoroso, con portamento intermedio tra l’espanso e l’assurgente, di elevata produttività. La fruttificazione si ha in prevalenza sui dardi e l’epoca di fioritura è intorno alla prima decade di aprile. L’epoca di maturazione cade attorno alla seconda decade di giugno. La furistera viene colta a maturità, ha una polpa, di colore rosa pallido, ha una consistenza compatta ed un sapore poco aromatico e gradevole. Il suo sinonimo “kariasa ’e ispiritu” deriva dalla conservazione che si usa farne nel paese di Bonacardo, infatti essa viene colta, messa in barattoli di vetro e questi
ultimi riempiti con ottima acquavite di vino.
- MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE
I locali utilizzati per la produzione della Furistera sono rappresentati da opportune celle-frigo per la conservazione e il commercio del prodotto fresco, in quanto la conservazione sotto acquavite viene effettuata solo in ambito familiare.
- TRADIZIONALITÀ, OMOGENEITÀ DELLA DIFFUSIONE E COSTANZA NEL TEMPO DELLE REGOLE PRODUTTIVE
Uno scrittore arabo del VIII secolo, Ibn at Atir nelle sue Cronache descrive la Sardegna come un’isola abbondantissima di frutta, e Abù-al-Maliasin conferma la notizia chiamandola ricca produttrice di ogni sorta di frutta. (M. Amari - Bibl. Arabo-Sicula, Torino 1880). Il Cherchi Paba nella “Evoluzione Storica della Attività Industriale Agricola Caccia e Pesca in Sardegna - Vol. II” riporta: “I Sardi chiamano grecalmente le ciliegie “Kariasa”, il che conferma che in Sardegna verso l’VIII secolo si coltivava il ciliegio”, e ancora nel volume III della stessa opera a proposito della frutticoltura del secolo
XVIII: “i ciliegi erano comuni nei territori di Bonarcado, Santulussurgiu, Gadoni, Burcei, Laconi, Sorgono e Artzara”. La varietà Furistera è stata individuata in numerose piante nel Comune di Bonarcado, dall’istituto per lo Studio dei Problemi Bioagronomici delle Colture Arboree Mediterranee del C.N.R. (1985) ed è riportata dal Dr. Mario Agabbio ne “Le vecchie varietà della Sardegna” Ed. Delfino 1994. La tradizionalità del prodotto può essere attribuita alle metodiche di consumo e lavorazione.
La maturazione del prodotto avviene sulla pianta ed il frutto è abbastanza ricercato per le buone caratteristiche organolettiche, per la pezzatura grossa, perché essendo una tardiva sono le ultime ciliegie della stagione e ricercatissime per l’uso di conservarle sotto acquavite (kariasa ‘e Ispiritu).
- SICUREZZA ALIMENTARE DEL PROCESSO E DEI MATERIALI DI CONTATTO
L’analisi delle fasi di processo relative alla Furistera sono state analizzate.Non si individuano rischi o pericoli sotto il punto di vista chimico, fisico o microbiologico, inoltre, dal momento che si parla di produzione primaria, ciò che è richiesto, è semplicemente il rispetto delle norme di buona prassi igienica.
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