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Pero brutta e bona, brutta bona - bugiarda

Martedì 29 Maggio 2012
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Prodotti Agro-Alimentari Regionali: Sardegna

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Sardegna

Prodotti Tradizionali



Pero brutta e bona, brutta bona - bugiarda


Prodotto Tradizionale Regione Sardegna


  • DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
    Varietà locale con frutti piccoli, di forma turbinata-breve. La buccia è sottile, di aspetto ruvido, con rugginosità diffusa, di colore giallo-verde e sovracolore rosso sfumato. La polpa è di colore bianco crema, soda e di tessitura intermedia, mediamente succosa, molto aromatica ma di sapore indifferente. I frutti maturano nella seconda decade di agosto.
    L’albero è di vigoria ridotta ed ha un portamento intermedio mentre la produttività solitamente è elevata. La fioritura è intermeda e la fruttificazione è prevalentemente distribuita su lamburde.
  • DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    La coltivazione di questa varietà locale è attuata con tecniche prevalentemente di tipo tradizionale. Essa meriterebbe tentativi di coltivazione intensiva a causa della buona produttività e delle dimensioni dei frutti.
  • MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E IL CONDIZIONAMENTO
    Il prodotto è commercializzato allo stato fresco e destinato ai mercati locali. Il frutto è particolarmente apprezzato per l’ottima pezzatura e per la buona produttività, nonostante il sapore non sia ottimo.
  • DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA
    I frutti della pera “Brutta e bona” sono idonei per lunghi periodi di conservazione, poiché mostrano un’elevata resistenza all’ammezzimento. Attualmente la conservazione si attua in magazzini tradizionali.
  • ELEMENTI CHE COMPROVANO CHE LE METODICHE SONO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI
    La coltivazione della varietà Brutta e bona, nei frutteti della provincia di Nuoro, è nota sin dai tempi antichi. Questa pera infatti è citata da Manca dell’Arca (1780), da Cara (1889) e da Vacca Concas (1916) come “Brutta bona” oltre che da Cossu (1964) col nome di “Bugiarda”.