Guida al turismo nella Penisola Sorrentina

Martedì 30 Maggio 2017
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Penisola Sorrentina

Guida all'area turistica

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Il meraviglioso scenario naturale fa della Penisola Sorrentina uno dei siti turistici più famosi d'Italia.
Protesa nel Tirreno quasi a toccare l'isola di Capri, si estende da Castellammare di Stabia a Punta Campanella, spartiacque fra i golfi di Napoli e Salerno.
Arte e tradizione caratterizzano i numerosi centri abitati, tra i quali il più celebre è Sorrento: arroccata su un'imponente scogliera a picco sul mare, questa cittadina incantevole conserva importanti testimonianze classiche e medievali, cui si affiancano le architetture del Rinascimento e del Barocco.
Non mancano, in quest'area d'intenso richiamo, le occasioni di turismo del benessere, come le strutture termali di Vico Equense, uno dei centri più pittoreschi della Costiera.
Ma è nelle bellezze naturali il grande fascino di questa terra: la strada costiera è una delle meraviglie del paesaggio italiano.
Tra agrumeti, vigne e oliveti dolcemente digradanti verso il mare, il tracciato segue il tortuoso profilo della costa, aprendo curva dopo curva vedute incantate sul golfo di Napoli, il Vesuvio e Capri.
La costa è alta, frastagliata e rocciosa, con le rupi calcaree che si frantumano in strapiombi, insenature e scogli.


Da Castellammare di Stabia a Sant'Agata sui Due Golfi.
Centro famoso per i cantieri navali, Castellammare di Stabia è anche una nota stazione termale.
Il nome deriva da un castello medievale (castrum ad mare), termine cui fu aggiunto il toponimo dell'antica città di Stabiae, distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. assieme a Pompei ed Ercolano.
Gli scavi archeologici hanno rivelato anche qui strutture antiche: la necropoli di Madonna delle Grazie e numerosi edifici romani, di cui due visitabili, Villa San Marco e Villa Arianna.
Vico Equense, famosa per le stazioni termali e per la pizza "a metro", conserva numerose testimonianze del passato: la chiesa dell'Annunziata, l'unica chiesa gotica nella Penisola Sorrentina, Castello Giusso, fondato dagli Angioini e rimaneggiato tra il '600 e l'800, e l'interessante Antiquarium, dove sono esposti i materiali archeologici (VII-V secolo a.C.) proveniente da una necropoli.
Da Vico Equense la strada statale diventa tortuosa, seguendo le pendici sinuose dei Monti Lattari.
Da Piano di Sorrento, una terrazza naturale di roccia tufacea, si può ammirare in lontananza Sorrento e, dietro Punta del Capo, il profilo di Capri.
Piano di Sorrento, che digrada verso il mare con una dolce inclinazione, gode di una temperatura piuttosto fresca anche d'estate.
La strada scende poi fino a Meta, località di villeggiatura e balneare, con le belle spiagge di Marina di Meta e Alimuri.
Nel centro storico notevole è la basilica di Santa Maria del Lauro.
Subito dopo si arriva alla località più celebre della costiera: Sorrento.
La città è arroccata su un imponente zoccolo di tufo, con profonde gole a picco sul mare.
Le case sono immerse nel verde e circondate da aranceti, limonaie e oliveti.
A farle da cornice si innalzano i rilievi che formano la lunga dorsale della Penisola Sorrentina.
Sorrento è un centro tranquillo, godibile in ogni stagione per il clima mite, il profumo dei giardini e le terrazze panoramiche sul mare.
La fama turistica della cittadina nasce nell'800, ma la sua vicenda storica ha radici più antiche: il nome Surrentum è da collegare forse alla leggenda delle sirene, e si favoleggia di una fondazione fenicia della città.
Certo è che in età romana era dimora prediletta dell'aristocrazia.
Il centro della cittadina è piazza Tasso, che prende il nome dal monumento dedicato all'autore della “Gerusalemme Liberata”, nato a Sorrento nel 1544.
Risale al XV secolo il Duomo, che ha subito nel corso degli anni diversi rimaneggiamenti.
Il coro ha raffinati intarsi lignei, la tecnica in cui la città vanta un'illustre tradizione.
I reperti del passato sono conservati al Museo Correale di Terranova, ospitato nella dimora settecentesca dei Correale, "il più bel museo di provincia d'Italia", secondo Amedeo Maiuri.
Importanti sia la sezione archeologica, con la celebre Base di Augusto, sia quella medioevale, con lavori marmorei risalenti al X e XI secolo.
Vasta la collezione di mobili, porcellane e dipinti.
Settecentesca è la chiesa di San Francesco, dalla quale si raggiunge la Villa Comunale, un giardino pubblico a picco sul mare che offre uno spettacolare panorama sul golfo di Napoli.
Dalla villa una stradina lastricata porta alla Marina Piccola, dotata di numerosi stabilimenti balneari e di un porto da dove partono traghetti e aliscafi per Capri e Napoli.
La spiaggia più estesa è Marina Grande, meta tradizionale delle passeggiate dei sorrentini.
Dopo Punta del Capo, dove sul mare si affacciano i ruderi della Villa di Pollio Felice (I secolo d.C., noti come Bagni della regina Giovanna), si raggiunge Massa Lubrense, frequentata stazione climatica in posizione panoramica.
La cittadina è meno universalmente nota di altri centri della Penisola e non direttamente investita dai flussi turistici; per questo mantiene un carattere più appartato e conserva sapori e suggestioni altrove scomparsi, come per esempio i vecchi casali agricoli.
Nei pressi si trova Marina della Lobra, borgo marinaro con le case costruite a ridosso della spiaggia del piccolo porto.
Intorno a Massa Lubrense ci sono molte località incantevoli: Termini, Nerano, borgo a mezza costa con case e pergolati che scendono verso il mare, la vasta e bellissima Marina del Cantone.
Da Massa si può proseguire lungo la costa fino all'estremità della Penisola Sorrentina, di fronte a Capri: la Punta Campanella.
Nell'antichità questo luogo era sacro: forse proprio qui sorgeva il tempio greco dedicato alle sirene di cui parlano gli scrittori antichi.
In età classica il tempio fu dedicato ad Atena; i Romani costruirono poi la strada che qui giungeva da Sorrento.
Nel tratto finale verso la Punta è visibile in alcuni punti il lastricato in pietra.
La torre-faro, eretta nel 1335 e rifatta nel 1566, segnalava l'arrivo dei pirati con il suono di una campana, da cui il nome attuale della punta.
Qui si scopre il volto più selvaggio e incantato della costiera.
È possibile esplorare questo affascinante ambiente naturale seguendo un sentiero che giunge alla suggestiva Baia di Ieranto, un'insenatura rocciosa ai piedi del Monte San Costanzo, oggi proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che ne tutela l'integrità.
Da Massa Lubrense si può salire alla frazione di Sant'Agata sui Due Golfi, in magnifica posizione panoramica sui golfi di Napoli e Salerno, e raggiungere l'antico eremo carmelitano del secolo XVII chiamato Deserto.


Il testo in italiano è tratto da:
La Penisola Sorrentina - Regione Campania

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