Chiesa di Santa Maria Maggiore (Candelo - Piemonte)

Giovedì 17 Gennaio 2019
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Chiesa di Santa Maria Maggiore


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Anticamente il territorio dell'attuale comune di Candelo era formato da due centri urbani indipendenti, Candelo e Arbengo.
Il primo faceva capo alla chiesa di Santa Maria Maggiore e il secondo a quella di San Lorenzo.
La Chiesa di Santa Maria sorse quindi come parrocchia-rettoria di Candelo e tale rimase fino al 1300, quando i suoi diritti parrocchiali furono trasportati nella chiesa di San Pietro, eretta da pochi decenni.
Il più antico documento che ricordi questa chiesa risale al 1182, ma le sue origini sono di molto anteriori al mille.
Quasi sicuramente sorse ad una sola navata, ampliata e portata a tre nel XV secolo.
Durante i lavori di restauro del 1932 si notò che sotto l'intonaco la facciata conservava la sua struttura muraria medioevale, formata da ciottoli di torrente, disposti a lisca di pesce; affiorarono anche frammenti di due antichi affreschi.
La costruzione quattrocentesca, di cui fan parte le colonne in pietra che dividono le navate, fu nei secoli XVII-XVIII modificata con l'aggiunta del portico e di numerose cappelle laterali.
Già nella Vis. Past. del 1606 vi erano quattro altari laterali, dedicati al “Cristo Risorto” (edificato da Bernardino Besaro), a San Sebastiano (eretto da D. Nicolao Pozzo con i suoi nipoti), a San Marco e alla Madonna della Consolazione.
Dallo stesso documento risulta che la Chiesa era stata consacrata.
Nel 1622 Giovanni Antonio Capra fondava la cappella di San Carlo (il dossale in legno fu scolpito nel 1681 da Giovanni Battista Serpentiere): nel 1627 era la volta della cappella di San Giovanni Battista da parte di Giovanni Bartolomeo Moglia; poco dopo quella dei Santi Antonio di Padova e Giuseppe (il dossale in legno risale al 1677 ed è l'unica opera esistente dello scultore Francesco Aureggio); al principio del secoli XVIII quella “della Madonna Consolata”, fu trasformata nella prima metà di questo nostro secolo in “cappella della Madonna di Oropa”.
L'altare maggiore, in marmi policromi, è pregevole lavoro di Stefano Albuzzi di Clivio e risale al 1773.
È ornato di una preziosa tela, raffigurante “l'Assunzione della Madonna”, eseguita nel 1779 dal pittore bolognese Carlo Bianconi.
Intorno al 1620 è fatto risalire il pulpito, finemente intagliato, attribuibile allo scultore Nicolao Serpentiere e al 1652 la sede dei celebranti, scolpita dal mastro Comotto di Vigliano. Ma le opere d'arte più antiche e di maggior valore di questa Chiesa sono rappresentate dagli affreschi della seconda metà del XV secolo, che ornano un'arcata della volta a crociera della navata destra, e una tavola del 1572, dipinta da Boniforte Oldoni di Vercelli.
Gli affreschi (in parte ridipinti nei secoli passati) rappresentano “i quattro Dottori della Chiesa” e vengono attribuiti al pittore Gaspare de Pomerio di Ponderano.
La tavola raffigura “Cristo in croce con le pie donne e Santa Marta, con alcuni confratelli vestiti con il caratteristico sacco bianco e cappuccio”.
Committente di quest'ultima opera fu la confraternita di Santa Marta, eretta in questa chiesa fin dal XVI secolo, a cui si devono anche la dotazione di pregevoli arredi sacri e l'erezione del grande cappellone di Santa Marta, dove i confratelli avevano il loro coro e si radunavano per le ufficiature e le loro pratiche di pietà.
Nell'interno della Chiesa avevano diritto di sepoltura la confraternita di Santa Marta, la compagnia del Corpus Domini e la famiglia Pozzo, e ancora nel 1819 all'esterno si trovava un piccolo cimitero, antico resto delle sue origini parrocchiali.
Lo snello campanile, sormontato da un'altissima guglia, risale al XVI secolo e fu completato solo nei primi decenni del XVII secolo.

Il testo in italiano è a cura di:
- Delmo Lebole ed è tratto da “Santa Maria Maggiore in Candelo ... una chiesa da salvare”


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GPS/Coordinate geografiche di Chiesa di Santa Maria Maggiore
45°32'43.19" N
08°06'52.64" E


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