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Morano Calabro - Info utili e Guida turistica

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+39 0981 31021
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Sito istituzionale - http://www.comunemoranocalabro.it

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Morano Calabro

Informazioni utili e guida turistica:


Numero Abitanti : 4.485 (01-01-2017 - Istat )
Altitudine s.l.m. : 694 mt.
Superfice Kmq. : 112,30
Denominazione abitanti : 
Codice Fiscale : 83000670782
C.A.P. : 87016
Codice Istat : 078083
Codice Catastale : F708


Area turistica Parco Nazionale del Pollino


Morano Calabro è un comune totalmente montano di 4.485 abitanti, situato a 694 metri s.l.m. nella Provincia di Cosenza, il suo territorio si estende su una superfice di 112,30 kmq.

Morano ha origini antichissime.
Ne offrono una sicura testimonianza i numerosi reperti, rinvenuti nelle campagne, specie nel punto dove sorgeva il borgo di Summuranum, a sud dell'attuale centro abitato.
Il toponimo non deriva dal fatto che qui vi hanno dimorato i Mori, giacché anche prima del loro arrivo il paese aveva quel nome.
C'è chi vorrebbe ricondurre il termine ai gelsi mori, di cui le campagne circostanti abbondavano, ma anche quest'altra ipotesi non regge giacché la coltivazione del gelso è di data posteriore alla fondazione del paese.
Padre Fiore e lo scrittore Leonardo Tufarello fanno risalire il toponimo ad un'esclamazione degli Enotri pronunciata nel momento in cui scelsero la località come loro sede residenziale. "Hie moremur! … qui dimoriamo! Qui ci fermeremo!" avrebbero gridato, esultanti, i nuovi arrivati e dal quel "moremur", variamente contaminato, si sarebbe poi passati a Morano.
La suggestiva supposizione presenta, però, una lacuna di fondo: gli Enotri non parlavano latino e pertanto non avrebbero potuto citare la frase.
Ed allora? Le congetture continuano più o meno fantasiosamente ad accavallarsi una sull'altra.
Il rev. Don Gaetano Scorza, Preposito della chiesa di Santa Maria Maddalena, nelle sue "Memorie storiche sulla città di Morano, in Calabria Citra" afferma che il pittoresco centro del Pollino ebbe il suo nome, con piccolo mutamento di lettere, dal vocabolo greco "??cos" (mèros) cioè frazione, raggruppamento, per il fatto che le case si presentavano distribuite a gruppi, a cumuli.
Anche questa tesi appare, però, discutibile in quanto l'aggruppamento delle abitazioni è successivo alla fondazione di un paese e, quindi, alla sua denominazione; e perché essendo molti gli abitati edificati a piramide, di paesi con il nome Morano ce ne dovrebbero essere moltissimi.
Altra questione aperta è la data di fondazione del paese (distrutto e riedificato ai tempi del paganesimo) attribuita ai primi Gentili.
C'è chi sostiene invece che l'edificazione è opera dei reduci della guerra di Troia e che la sua fondazione risalirebbe all'XI sec a.C.
Vero è comunque che i toponimi Muranum e Summuranum, da cui certamente deriva l'attuale denominazione, risalgono ad epoca romana.
Il grazioso e turistico borgo del Parco nazionale del Pollino, è infatti ricordato per la prima volta col nome di Muranum in un'antica pietra miliare del II secolo a.C. (132 a.C.) rinvenuta a Polla, nel Vallo di Diano.
Nel lapis Pollae, Muranum risulta stazione della Regio-Capuam, antica via consolare romana, comunemente conosciuta come Popilia-Annia.
Successivamente, nel cosiddetto Itinerario di Antonino (II sec. D. C.) e nella Tabula Peutingeriana (III sec. D. C.) appare con il nome di Summuranum.
Ad epoca Romana risalgono anche i resti di un antico fortilizio, probabilmente opera di Enrico Halà, generalissimo dell'imperatore Enrico VI, il quale, nel 1191 piazzò in Morano un presidio contro i Normanni.
Su queste basi in cima al colle sorse il nucleo originario del Castello.
In età medievale il paese fu feudo di Apollonio Morano, dei Fasanella ed Antonello Fuscaldo.
Il Castello ove dimoravano i signorotti del luogo, appartenne nel XIV sec ai Sanseverino di Bisignano feudatari di questa terra i quali lo ampliarono tra il 1515 e il 1545; nel 1614 fu venduto Spinelli principi di Scalea, proprietari fino al 1806.
Da un inventario del Regio Commissario La Valle del 1546, risulta che il maniero era cinto da tre ordini di fortissime mura, fornito di robusti baluardi, trincee, fossati, ponti levatoi.
Era articolato in numerosi appartamenti, situati in piani diversi e poteva contenere mille soldati.
L'appellativo di Calabro fu aggiunto nel giugno 1863, con decreto di Vittorio Emanuele II, per distinguerlo dall'omonimo Morano sul Po.
Lo stemma della città è costituito da una testa di Moro circondata dall'epigrafe "Vivat Sub Umbra".
L'emblema ricorderebbe la vittoria dei locali sui saraceni invasori.
L'avvertimento è ben chiaro: "Il moro stia sempre sull'ombra, non rialzi più il capo".
L'evento a cui il monito si riferisce è collocato da alcuni storici nel 1077, da altri nel 903 e da altri ancora nell'827.
Nel 1561, sotto il sindaco Decio Feulo, il blasone è scolpito sulla fontana di piazzetta San Nicola.

Risorse Naturali e Culturali
Il centro storico, di per se un potente attrattore grazie alla sua vetustà e ad una esclusiva conformazione morfologica il cui impatto visivo da secoli incanta i visitatori, ricade nell'area del Parco nazionale del Pollino, il più grande polmone verde d'Italia.
Nella zona rurale, dove domina la macchia mediterranea e le coltivazioni arboree più varie, è possibile ammirare esemplari di Pino loricato (Pinus leucodermis) ed una natura incontaminata e rigogliosa, che conserva ancora i tratti selvaggi del passato.
Tra le bellezze naturalistiche assume grande rilevanza il complesso speleologico denominato delle grotte di San Paolo, ubicate nella contrada omonima.
A pochi chilometri dall'abitato si trova il sito archeologico di Sassone le cui origini risalgono al basso medioevo.
Si tratta forse dell'antica Xiphea citata da Tito Livio o più semplicemente di un'area di ricovero per viandanti diretti in terra santa.
La cultura di Morano gravita da sempre intorno alle rinomate chiese parrocchiali.
Ve ne sono tre, sotto la cui giurisdizione ricadevano sino a qualche secolo fa un centinaio di cappelle intra ed extra moenia oggi per lo più inutilizzate ma in buono stato di conservazione.

Artigianato e Prodotti Tipici
L'artigianato è sempre stato in questo lembo di terra meridionale una risorsa primaria.
E benché negli ultimi cinquant'anni congiunture socio-economiche sfavorevoli abbiano determinato una sostanziale flessione della manodopera nei settori storicamente rilevanti per l'economia locale, si registra negli ultimi anni un rifiorire di attività legate in qualche maniera alle arti ed alle professioni di una volta.
Aggiornate e rivedute alla luce del galoppante progresso tecnologico, diverse iniziative nel campo della lavorazione del legno, del ferro, dell'alluminio, di oggetti d'arte minuta, della trasformazione dei prodotti caseari, lasciano ben sperare per il futuro.
Inoltre, quantunque destinata a consumi prettamente familiari, resiste alle lusinghe dell'industria alimentare una consolidata tradizione nella produzione del salame per il quale non mancano le occasioni per centellinarne nei diversi e apprezzati ristoranti del posto il gusto intenso e saporito.
Ben organizzata la filiera della lavorazione del latte, che annovera tra i prodotti più genuini e ricercati il Pecorino di Morano, una leccornia per intenditori, ottenuto con metodi di trasformazione primordiali.

Eventi
Molte e distribuite nell'arco dell'intero anno le occasioni di divertimento e gli appuntamenti culturali.
Nel periodo estivo, ad un calendario che offre a residenti e visitatori la possibilità di ritemprare il corpo e lo spirito all'ombra dei secolari olmi presenti in paese, si accosta un valido carnet di salotti culturali di prim'ordine, a tematica varia: poesia dialettale e nazionale, letteratura, musica da camera, ecc.
Da segnalare tra gli intrattenimenti, la consueta Cronoscalata del Pollino, gara automobilistica in salita, che raccoglie i migliori piloti della categoria provenienti da tutta l'Italia; la Festa della bandiera, rievocazione storica che ricorda la vittoria dei moranesi sui Saraceni, avvenuta intorno al X - XI secolo.
Si narra che la cittadina, sottoposta alla dominazione dei Mori non riuscisse più a soddisfare le pressanti richieste di pedaggi.
Così insorse, uccidendo in battaglia il comandante nemico, portandone in trionfo per le vie dell'abitato la testa mozzata.
Una serie di iniziative tese a valorizzare le attività artigianali del territorio nonché gli angoli più suggestivi del centro storico, fanno da corona alla bellissima rappresentazione in costume d'epoca.
Davvero numerose le feste religiose.
La più importante, in onore della Madonna del Carmine, si tiene il 15 e 16 luglio.
Molto sentite dalla popolazione anche le ricorrenze che omaggiano la Madonna dell'Annunziata (maggio), l'Assunta e san Rocco (il 14 ed 16 agosto), la Madonna delle Grazie e dell'Addolorata (a settembre), san Bernardino (il 20 maggio), san Francesco (il 4 ottobre).

Infrastrutture Turistiche
Nel 2003 Morano ha ricevuto la "Bandiera Arancione" del Touring Club Italiano e nello stesso anno è stato annoverato tra i Borghi più belli d'Italia.
Più volte i media hanno acceso i riflettori su questa comunità, lodandone la dinamicità.
Un impulso allo sviluppo arriva nondimeno dalle strutture presenti in loco.
Tra quelle pubbliche si evidenzia per qualità e quantità di reperti catalogati, il Museo di storia dell'agricoltura e della pastorizia, nato tra il 1984 e il 1985 dall'ampliamento della mostra Contadini e pastori a Morano Calabro tra passato e presente.
Si articola in nove sezioni ed espone vecchi attrezzi di lavoro, oggetti di uso domestico, documenti e fotografie d'epoca.
Nel distretto ricettivo insistono strutture alberghiere di elevata qualità, bed and breakfast e diverse aziende agrituristiche dotate di tutti i comfort ed in grado di coniugare con successo il binomio qualità-prezzo con la domanda di svago che spesso proviene dagli ospiti.

Come raggiungere la località
Morano Calabro è raggiungibile:
-a) In aereo: Aeroporto di Lamezia Terme, quindi autostrada Sa — Rc direzione nord, uscita Morano Calabro.
-b) In auto: Da nord, autostrada Sa — Rc, uscita Campotenese, quindi Sp 241 (ex SS 19) direzione Morano; da sud, autostrada Sa — Rc, uscita Morano.
-c) In treno: stazione ferroviaria di Sibari, Sapri, Paola;

Testo tratto da:
Progetto EDEN
(a cura di: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo)



Photo by: Loloieg / Laurent



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39°49'59.99" N
16°07'59.99" E


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