menu
Italian versionEnglish version

Striano NA - guida turistica

Campania, informazioni utili
  1. Campania
  2. Comuni Città Metropolitana di Napoli
  3. Striano
Comuni italiani

Campania - ITALIA

» Città Metropolitana di Napoli
» Guida ai Comuni italiani





Striano

Uffici comunali / Municipio:
› Sindaco di Striano e amministrazione comunale
› Ufficio anagrafe - Ufficio Tecnico - Catasto IMU TASI
› Giunta comunale - Dati elezioni amministrative

Indirizzo municipio
Piazza Municipio

Numeri utili
+39 081 8276202
+39 081 8276103

Email PEC: protocollo.striano@asmepec.it
Sito istituzionale - http://www.comune.striano.na.it

Comune di Striano: info IMU - TASI - TARI 2019
Centri per l'impiego Città Metropolitana di Napoli: Offerte di Lavoro
Nome in lingua locale:

Histrianus (in latino)


Informazioni utili e guida turistica:

Numero Abitanti : 8.519 (01-01-2017 - Istat )
Altitudine s.l.m. : 22 mt.
Superfice Kmq. : 7,60
Denominazione abitanti : strianesi
Codice Fiscale : 01226000634
C.A.P. : 80040
Codice Istat : 063081
Codice Catastale : I978


Comune di Striano (Campania - Italia)

Striano è un comune di 8.519 abitanti, situato a 22 metri s.l.m. nella Città Metropolitana di Napoli, il suo territorio si estende su una superfice di 7,60 kmq.

Striano è una piccola cittadina d'arte situata nella Valle del Sarno in provincia di Napoli.
Le origini della cittadina di Striano sono antichissime e certamente l'attuale abitato insiste sulla necropoli del villaggio sorto nell'età del ferro e nel successivo periodo cosiddetto «orientalizzante», cioè fra il IX ed il VI secolo a.C..

I materiali archeologici, che in questi ultimi tempi vengono portati alla luce dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei, risultano costituiti da «tombe a fossa», scavate nella nuda terra ove il defunto veniva adagiato in posizione supina, con addosso i propri abiti ed ornamenti e intorno al corpo il vasellame d'argilla e di bronzo.
Nelle tombe dei guerrieri e dei capi venivano deposte anche le armi.
Secondo le antiche credenze, nella vita dell'aldilà il corredo funebre sarebbe stato riutilizzato dal defunto.
I primi abitatori del nostro villaggio furono gli operosi OPICI che dissodando il terreno, introdussero nella Valle del Sarno le prime e più redditizie colture: cereali, vite, ecc..

A questi si sostituirono gli ETRUSCHI, i SANNITI e i ROMANI.

Nel V sec. a.C. sulla pacifica popolazione indigena che abitava la Valle si abbattè l'invasione sannitica che proveniente dai monti appenninici, a mano a mano si impossessò di tutta quanta la pianura campana compreso il territorio strianese.

In età sannitica la fertile Valle, irrigata dal Sarno, vide l'installazione delle prime ville rustiche, vere e proprie aziende agricole che poi, tra il I sec. a.C. ed il III d.C., utilizzarono personale servile per i loro bisogni.

Dal 90 all'88 a.C. scoppiò la Guerra Sociale tra i popoli Italici, che chiedevano la cittadinanza romana, e Roma, che la negava.
Nell'89 il legato Lucio Cornelio Silla, assunto il comando delle legioni romane, penetrò col suo esercito nella Valle, rase al suolo la città di Stabia ed assediò Pompei.
Tutti i villaggi sannitici
dell'agro caddero ai suoi piedi e fiamme e distruzioni si alzarono da essi.
Cessata la guerra, Roma accordò la tanto agognata cittadinanza romana agli Italici.
Per le sue gesta Silla venne nominato Console a vita dal Senato romano e inviò a Pompei e in parte della Valle del Sarno una colonia di veterani, ossia di soldati che dopo aver militato nell'esercito romano, venivano gratificati con la concessione di particolari privilegi (terreni ed esenzioni tributarie).
Il toponimo Striano è certamente di origine romana.
Un fundus histrianus è citato nella tavola di Velleja (municipio romano nel 49 a.C., scomparso nel IV sec. d.C. in seguito ad uno slittamento del terreno) e Striano ne è la forma aferetica.
A tal proposito lo storico Flechia sosteneva che i toponimi finienti in «iano» hanno origine da famiglie romane che durante gli ultimi anni della Repubblica e al principio dell'Impero si stabilirono nei fondi loro assegnati per donazione, testamento o per confisca.
Il canonico Siani nelle sue «Memorie su la città di Sarno» adduce la medesima tesi per i toponimi Casatori, Valentino e Marciano (San Marzano), rispettivamente derivanti dalla gens romana Toria, Valente e Marcia, i cui esponenti vennero inviati nel nostro territorio «per ripopolare le colonie nocerine… e quindi ai nuovi paesi da loro innalzati avessero i loro nomi imposti».

A differenza dell'area pompeiana nel territorio di Striano sono poche le tracce di insediamenti tra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C., ma bastano a testimoniare la presenza di ville rustiche che sfruttano la fertilità della valle.

Il grande terremoto del 62 d.C. e la successiva eruzione vesuviana del 24 agosto del 79, che seppellì parte della Valle sotto una spessa coltre di lapillo e cenere, portarono morte e desolazione nelle nostre ubertose campagne, costringendo la popolazione a scappare, abbandonando quei fertili luoghi, tanto decantati dagli antichi scrittori latini.

Con l'eruzione iniziò per la Valle del Sarno ed i centri che ivi fiorivano un periodo di buio assoluto, rischiarato qua e là da poche notizie storiche.
Nel III-IV sec. la vita riprese pian piano intorno ai fondi gentilizi delle famiglie proprietarie di vasti appezzamenti terrieri.

Le ville, intese come vere e proprie aziende agricole, ripresero la loro attività nel fiorente agro sarnese-nocerino.

Queste ville tardo imperiali erano dotate di pars dorninica diretto possesso del proprietario e di pars niassaricia assegnata ai coloni-servi della gleba.
I coloni corrispondevano al padrone un canone annuo ed erano tenuti a prestare la loro opera nei fondi della pars dominica della villa.
Dal toponimo pars massaricia deriva il termine masseria.

Troviamo il toponimo Histricanuìn citato nella bolla di erezione della Diocesi di Sarno del 1066, intendendosi indicare con esso un territorio alla destra del fiume Sarno, disseminato di capanne di paglia e fango, abitate da agricoltori e pastori.
In una pergamena del 1107 del Monastero di S. Angelo in Formis ne viene specificata la natura: una immensa palude estesa dal fiume Sarno ai limiti della foresta della Silva Mala (Boscoreale-Boscotrecase).
Ruggero, Signore di Lauro e di Striano, proprietario dei pascoli nella palude «al Frasso» di Striano, lo dona a Bonomo, Priore della chiesa di San Pietro di Scafati (dipendente da quella di S. Angelo in Formis).
L'inizio di una vera e propria ripresa di vita si ebbe solamente dal 1123 con la donazione fatta ai monaci benedettini del Monastero dei SS. Severino e Sossio di Napoli, da parte del Vescovo di Nola, Guglielmo, della chiesa di S. Michele Arcangelo con l'annessa masseria.
Grazie all'opera dei Benedettini, i terreni macchiosi vennero disboscati e furono rese coltivabili le aree paludose e migliorate le colture esistenti.
Nel 1188 il Conte di Caserta Guglielmo e il figlio Roberto, Signori di Striano, concessero a Ruggero, Abate del Monastero dei SS. Severino e Sossio di Napoli, e suoi successori, la
facoltà di costruire molini nel Casale di Striano, in località «a li punctuni».
Si formò così un piccolo centro abitato detto Striano.
Nel 1223 l'Imperatore Federico II fece arrestare i conti di Caserta, di Fondi e di Tricarico perché sospettati di parteggiare per Ottone IV; liberati l'anno dopo per intercessione di Onorio III, furono scacciati dal Regno.
Il territorio di Striano, facente parte per oltre un secolo della Contea di Caserta, passò così alla Contea di Sarno e nel 1225 Roberto I, Conte di Sarno, divenne anche Signore del Casale di Striano.
In epoca angioina, nel 1270, fu eretta la chiesa regia di San Severino e nominato rettore don Simone de Foresta.
Con diploma del 3 agosto 1274, 700 e più moggi del territorio strianese vennero donati dal Re Carlo I d'Angiò al Monastero di S. Maria di Real Valle, da lui fondato presso Scafati ed affidato alle cure di monaci cistercensi francesi.
Nel 1304 troviamo quale utile signore del Casale di Striano il nobile Simonello Figliola di Somma.
Nel 1427 la Terra fu infeudata a Raimondo Orsini, figlio di Pirro, dei Conti di Nola, e nel 1448 la troviamo in suffeudo al Barone Luigi di Casalnuovo.
Il 10.2.1480 per diploma di Re Federico d'Aragona, il casale, insieme con l'attigua Terra di Palma fu concesso a Raimondo Orsini, duca d'Ascoli.
Tra la fine del 1400 ed i principi del 1500 nacque l'università della Terra di Striano (comunità autonoma simile all'odierno Comune) con proprie consuetudini, privilegi, statuti ed un proprio Parlamento (attuale consiglio comunale).
Ne erano a capo il Sindaco e due Eletti (attuali Assessori).
Nel 1506 il feudo fu devoluto per causa di relevio alla Regia Corte con la liquidazione delle rendite dei frutti e delle prestazioni in generi e derrate dei terreni Bosco, Piano e Longola.
Nel 1507 Striano, che contava circa 300 abitanti, in maggior parte contadini ed artigiani, passò al Marchese di
Castellaneta, Nicola Maria Caracciolo, che lo tenne fino al 1529 allorquando gli venne confiscato dagli Spagnoli, vittoriosi sui Francesi per aver l'Utile Signore parteggiato per questi ultimi.
Proprio in questi anni venne elevata a Parrocchia l'antica chiesa di San Severino, eretta nel sec. XIII « fuori l'abitato verso Sarno ».
Di questa ci è stata conservata la bella pala d'altare, custodita al presente nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
Datata 1506, risulta essere dono del barone del tempo, Luigi di Casalnuovo e raffigura la Madonna con Bambino in trono fra i Santi Severino e Sossio.
L'opera è del pittore milanese Protasio Crivelli che operò a Napoli dal 1497 al 1506.
La nostra pala d'altare testimonia la continuità della presenza a Striano dei monaci del Monastero dei SS. Severino e Sossio dal XII al XVI secolo.
Dai registri parrocchiali del 1574 rileviamo i nomi delle famiglie strianesi del tempo che ancora oggi dimorano nella cittadina:
Cordella, D'Adamo, Da Vino, De Filippo, De Franza, Di Fiore, Gatto, Graziano, Marchesano, Montesano, Pellegrino, Serafino, Sparano.
Nel 1530 il feudo in parte passò al capitano spagnolo Giovanni de Ribera ed in parte fu venduto.
Alla morte del de Ribera tornò alla R. Corte.
Con Regio Assenso del 25 gennaio 1533 l'Imperatore Carlo V concesse la formale investitura del Casale al Conte di Sarno, Girolamo Tuttavilla, Cavaliere del Seggio di Porto e marito di lppolita Orsini dei Conti di Nola.
Alla sua morte (14-7-1535) il feudo ed il casale passarono al figlio Vincenzo, che li tenne fino al 1578.

L'Università di Striano fu una delle poche della Valle del Sarno ad aver avuto « Capituli, gratie, frachitie, immunitati, exemtptioni et privilegii… », cioè Statuti Municipali fin dal sec. XV.

Tali Statuti furono rinnovati 1,11 gennaio 1565 tra l'Università, rappresentata dal sindaco Giovanni Girolamo Da Proda, e il feudatario Vincenzo Tuttavilla, Conte di Sarno e Utile Signore della Terra.

Tali Statuti erano già in vigore a Striano alla fine del 1400 al tempo dei conti Orsini di Nola.

Successero a Vincenzo Tuttaviila prima il figlio Muzio nel 1578 e poi la nipote Maria, figlia di Muzio, nel 1598.

Trascurando di soddisfare i moltissimi debiti la casa Tuttavilla perse i feudi.
Il patrimonio fu dedotto nel S.R. Consiglio, dal quale, con Regio Assenso del 4 maggio 1613 fu messo in vendita:

la Contessa di Castro, Vittoria Caracciolo, comprò sub hasta la Terra di Striano per 30.000 ducati; la Contea di Sarno, invece, libera venditione facta dalla Regia Camera, fu comprata (13-7-1613) da Pier Francesco Colonna, Principe di Gallicano, marito di Maria Tuttavilla, per 76.600 ducati, ma con la estinzione del titolo di conte.

In seguito alla gravissima eruzione vesuviana del 16 dicembre 1631, che devastò l'intero territorio con grandi emissioni di cenere e lapillo, anche il territorio di Striano subì ingenti danni.

Divenuto per gran parte sterile, esso fu alienato dal Vicerè Conte di Lemos a favore di Maria lppolita Spinola per soli 17.142 ducati e con il titolo di Baronia.
La vendita fu roborata dal Regio Assenso emanato il 17-12-1639.
Con il matrimonio celebrato in Napoli il 23 aprile 1698 fra la Baronessa di Striano, Maria Ippolita Spinola (nipote della prima) e don Giovanni Giacomo Marino, Marchese di Genzano, il feudo strianese passò a questa Casata che lo tenne fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità decretata da Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli.
Si sa che sotto la signoria di Giovanni G. Marino il feudo fu decorato del titolo di Principato (12 febbraio 1718) e che lo stesso passò nel 1753 al figlio Stefano e da questi il 17 luglio 1781 a Giovanni Andrea Stefano Marino, figlio di Filippo, fratello del Principe Stefano, morto senza eredi.
Antichissimo a Striano è il culto della Madonna di Costantinopoli.
Una cappella gentilizia in suo onore era stata eretta nella chiesa di S. Severino, ma, traslata la sede della Parrocchia nel 1739 nella chiesa di S. Giovanni Battista, qui similmente passò la cappella e il culto che vi fiorisce tuttora.

Sempre nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, nell'ingresso laterale, è murata una pietra tombale del 1578, raffigurante il nobile Pasquale Graziano, erudito nelle leggi, morto a soli 35 anni.
L'Amm.ne Com.le con delibera del 1° maggio 1894 intitolò una strada interna del paese al giovane giureconsulto (oggi via Roma).
Graziosa costruzione settecentesca è la Congrega del SS. Crocifisso, eretta nella prima metà del secolo, sede dell'antichissima omonima Confraternita.
Essa custodisce una splendida croce processionale medioevale, rivestita di lamine di rame lavorato con figure in argento dorato.
A tale Confraternita aderirono uomini e donne della comunità strianese.
Nel 1750 Stefano Marino, dei Principi di Striano, acquistò il Tenimento di Boscoreale per 201.200 ducati e la sua Casata lo tenne fino all'abolizione della feudalità (1806).
Tale Tenimento era stato proprietà dei Piccolomini, Principi di Valle e, per il fallimento della casata, dedotto in patrimonio presso il Sacro Regio Consiglio era stato messo in vendita.
Alla fine del ‘700 Striano visse le vicissitudini provocate dalla Rivoluzione Francese.
Alcuni intellettuali cercarono di introdurre nel Regno di Napoli le nuove idee.
Fra questi vi fu il Marchesino di Genzano, Filippetto Marino, figlio del Principe di Striano Giovanni Andrea Stefano.
Filippetto, nato a Napoli il 2 maggio 1778, nobile figura dei moti del 1799 contro i Borboni (Repubblica Napoletana), venne decollato il 1° ottobre 1799 in piazza Mercato a Napoli «chiedendo perdono a tutti e baciando il boia in faccia di modo che il popolo artimutolì».
Con l'abolizione della feudalità, sotto il regno di Giuseppe Bonaparte, vennero creati, quali nuovi organismi amministrativi, i Comuni (legge 8 agosto 1806, n. 132).
L'antica Università di Striano fu divisa nei due Comuni di Striano e Poggiomarino (quest'ultimo dalla sua nascita, avvenuta a metà ‘600, era stato suo Casale ed era denominato Taverna Penta).
Nel 1809 i due Comuni vennero uniti e Striano, da antico Capoluogo, si vide aggregato al suo ex Casale e ne divenne dipendente.
Successivamente (1810), riacquistata l'autonomia, Striano riebbe propri amministratori.
Con legge dell'11 marzo 1817 Re Ferdinando I di Borbone prescrisse «lo stabilimento di un Camposanto in ciascun Comune del Regno, fuori l'abitato per la inumazione dei cadaveri umani».
Ragion per cui a partire dal 1° ottobre 1840 i defunti strianesi vennero seppelliti nella chiesa di San Severino «fuori l'abitato» in attesa della costruzione del Cimitero.
Il nuovo «Agro Santo» vide la luce appunto nei terreni circostanti la vetusta chiesa di S. Severino.
La prima sepoltura in esso avvenne il 15 febbraio 1866, nella persona della defunta Mariangela Sorvillo, di anni 74.
Come per la Repubblica Napoletana, anche il Risorgimento vide rifulgere il nome di Striano.
Già nel 1821 e 1848 vi erano stati dei moti e la Carboneria fu presente anche a Striano con molti adepti.
La maggiore figura risorgimentale del paese fu quella di Beniamino Marciano, nato a Striano il 19 novembre 1831.
Professore di lettere, diresse in Napoli un Convitto che ebbe molta fortuna.
Nel 1859 si trasferì a Salerno ove «insegnando letteratura in quel Seminario preparava la rivoluzione».
Difatti venne nominato Luogotenente dal colonnello Luigi Fabrizi, Comandante in capo di tutte le
forze insurrezionali.
Al seguito di Garibaldi il Marciano conobbe la rivoluzionaria, nativa di Gallipoli, Antonietta De Pace che, al ristabilirsi dell'ordine nuovo, sposò col solo rito civile nel Municipio di Napoli.
Nell'Amministrazione Comunale partenopea il Marciano ricoprì la carica di Assessore, nonché la Presidenza di diverse Commissioni di Giunta.
Con delibera del 1° maggio 1894 l'Amministrazione Comunale di Striano intitolò ai coniugi Marciano due strade interne del paese, principiando entrambe dalla casa del Marciano.
Beniamino Marciano morì in Napoli l'8 gennaio 1907.
Con l'Unità d'Italia, molti miglioramenti si ebbero sia in campo sociale sia in quello economico.
Anche l'antica Casa Comunale, di proprietà del Principe di Fondi, de Sangro, erede del Principe Marino, trovandosi in pessime condizioni strutturali, venne restaurata ed ampliata dalla ditta Natale Patricelli fu Domenico di Afragola, sotto la direzione dell'ing. Luigi Mazzoni.
I lavori iniziati nel 1873, dopo alterne vicende, si conclusero il 4 giugno 1895.
Del 1855 è la chiesa rurale intitolata a S. Maria delle Sette Piante, cappella privata eretta da Giovanni Sorvillo alla destra del fiume Sarno, in contrada Rivolta, località Fontanelle.
Nel 1888 fu impiantata la conduttura dell'acqua potabile che in un primo tempo veniva fornita ai cittadini mercè una sola fontanina pubblica ubicata in via Roberto Sarafino.
Con il nuovo secolo Striano si congiunse a Napoli per ferrovia.
Il 28 dicembre 1904, infatti, fu inaugurato il tronco ferroviario della Circumvesuviana, San Giuseppe-Poggiomarino-Sarno di 15,292 Km., con trazione a vapore.
Con l'avvento della I Guerra Mondiale Striano pagò il suo contributo di sangue alla Patria: 27 giovani valorosi persero la vita o furono dispersi, in difesa dell'onore italiano, sul Carso, Pasubio, S. Michele, Sei Busi, S. Martino.
Alla fine del conflitto 1915-18 il Comune, grato ai suoi eroi, intitolò una strada cittadina al giovane Roberto Serafino fu Alfonso, «caduto sul campo dell'onore» a Sei Busi il 19 luglio 1915.
Fino al 1927 Striano fece parte dell'antica Provincia di Terra di Lavoro, Distretto di Nola, Circondario di Palma.
Negli anni ‘30 il paese, che contava ca. 2.500 abitanti, non possedeva alcun edificio scolastico.
Il Podestà del tempo dott. Giovanni D'Anna vi provvide nel 1935 con la costruzione di «un edificio scolastico (scuola elementare) e locali per l'asilo infantile» risultò una magnifica, maestosa struttura che la furia teutonica del 1943 non risparmiò.
Passati gli eventi bellici l'edificio venne ricostruito nel 1951, bello sì, ma non di quella grandezza!
La II Guerra Mondiale e l'occupazione tedesca portarono gravi lutti a Striano: 11 concittadini caddero sui vari fronti di guerra e 5 furono le vittime civili in paese.
Il 20 settembre 1943 i tedeschi in ritirata minarono e fecero saltare l'edificio della Scuola Elementare, la Stazione della Circumvesuviana, la Chiesa Parrocchiale ed il Campanile, i palazzi Serafino, Perna, Del Giudice, Coppola ed altri, nonché il Palazzo Comunale.
Quest'ultimo fu ricostruito nel primo dopoguerra sullo stesso disegno.
Per i gravi danni subiti la nostra cittadina fu dichiarata il paese più sinistrato della Campania (75% di distruzioni).
Nel 1947 il sign. Luciano Rendina fece erigere all'ingresso della sua proprietà in via Palma una chiesetta in onore della Vergine «per grazia ricevuta nella guerra del 1943 che tutto distrusse in questa casa ed in questo paese».
Precedentemente in quel luogo esisteva una edicola votiva in maioliche, dedicata alla Madonna di Costantinopoli, a devozione dell'avv. Gerardo Perna.
L'icòna venne collocata nel nuovo tempietto ove il martedì in albis vi si officia la S. Messa.
Con l'avvento della Repubblica e l'acquistata libertà a Striano, insieme alla tradizionale agricoltura, si sviluppa l'artigianato, il commercio e la piccola industria.Negli anni ‘50 e ‘60 vengono realizzate alcune opere di edilizia popolare fra cui il rione Ina-Case alla via Poggiomarino (1952), quello di via Risorgimento (1960) ed il rione di via Foce (1965).Opere pubbliche di un certo interesse abbelliscono la cittadina e molte strade vengono rinnovate e pavimentate anche nelle zone rurali.
Un importante mercato ortofrutticolo viene inaugurato il lO ottobre 1969.Negli anni ‘70 invece sorgono le industrie meccaniche «General Freni» di Anna Grelle (1973) e «Osla Sud» di Biagio Pellegrino (1973) nonché importanti attività commerciali come la ditta «Falco International» di Francesco Falco.
Anche nell'ambito culturale Striano fa notevoli passi avanti.
Una rivista mensile, «Presenza», fondata nel 1972 e diretta dal dinamico prof. Luigi Pumpo, si distingue per impegno e serietà fra i vari periodici culturali della nostra regione.
Il premio letterario «Primavera Strianese », emanazione della medesims rivista, da oltre vent'anni porta il nome di Striano fra poeti e scrittori di tutt'ltalia.
Il terremoto del 23 novembre 1980, ha apportato i suoi danni a Striano.
Il Palazzo Comunale, reso inagibile, viene abbattuto e ricostruito ad opera della ditta eredi Tommaso Alfano.
Secondo il programma edilizio previsto dalla legge 167 nel 1985 è costruito il complesso residenziale «Parco Verde», sito alla via Sarno, su suolo della famiglia Sorvillo e composto da 60 alloggi.
Su altro suolo adiacente il Commissario Straordinario di Governo realizza 100 alloggi per le famiglie danneggiate dal sisma (ex legge 219/81).
Negli ultimi anni vengono realizzate le seguenti opere pubbliche: piazza e monumento ai caduti di tutte le guerre in via Risorgimento (1981), piazza in via Garibaldi (1982), nuovo impianto di illuminazione (1984), giardini pubblici in via Risorgimento (1986), Scuola Materna in piazza D'Anna (1987), Scuola Media Statale in via Monte (1987), piazzetta in via Sant'Arcangelo (1988), Centro Sociale in via Beniamino Marciano (1989), Rifacimento dell'impianto di illuminazione del centro storico (2000), Restauro della Porta civica (2003), Rifacimento della Villa Comunale (2004), Riqualificazione del Centro Storico (2008).

Testo a cura di:
Raffaele Massa

Photo by: Massa Raffaele



Aggiorna descrizione StrianoAggiorna descrizione Striano

Vuoi contribuire al completamento di questa pagina dedicata alla cittadina di Striano?
Inviaci una tua descrizione della località, dei suoi monumenti, delle sue chiese, i tuoi commenti di viaggio o le tue fotografie.


Soggiornare a Striano

strutture ricettive e turistiche … in evidenza

Ads
Bed and Breakfast, affittacamere e locande
Bed and Breakfast, affittacamere e locande


Visitare Striano

cosa fare, cosa vedere, eventi, … in evidenza

Ads
Luoghi di interesse e attrazioni turistiche, cosa vedere
Luoghi di interesse e attrazioni turistiche, cosa vedere

Eventi, feste tradizionali e sagre enogastronomiche
Eventi, feste tradizionali e sagre enogastronomiche

› guida turistica Striano › Come arrivare › prenota ora il tuo soggiorno in Campania › visite guidate, itinerari arte e cultura › chiese › maneggio, andare a cavallo Striano › affitto appartamenti vacanze, dove alloggiare › itinerari trekking › ufficio tecnico TASI 2019 Striano › aliquota IMU 2019 ufficio tributi › monumenti e siti storici › dove mangiare ristorante › area camper Striano › punti di interesse Campania › eventi, rievocazioni storiche, feste tradizionali e sagre

info Campania
Booking.com

Come arrivare / Mappa:

Giro turistico nei dintorni

Cosa fare / Cosa vedere vicino Striano
Info comuni limitrofi

Comuni vicino Striano

(Le distanze sono da intendersi “in linea d'aria”.)
Poggiomarino

3,4 km

San Valentino Torio

3,4 km

Sarno

4,2 km

Palma Campania

5,7 km

San Marzano sul Sarno

5,7 km

San Giuseppe Vesuviano

5,9 km

Terzigno

7,3 km

Carbonara di Nola

7,5 km

Domicella

7,5 km

San Gennaro Vesuviano

7,9 km

Menu Striano