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Torrone di mandorle - Prodotto tradizionale sardo

Prodotti Agroalimentari Regionali: Sardegna
  1. PAT - Prodotto Agroalimentare Tradizionale
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Paste fresche e prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria

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Sardegna





Torrone di mandorle


PAT - Prodotto Agroalimentare Tradizionale sardo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta della Regione Sardegna.


Il Torrone Sardo - I paesi della montagna barbaricina sono definiti "patria" del famoso torrone sardo.
Le materie prime impiegate per la sua preparazione - noci, nocciole e miele - vengono prodotte nei boschi della zona, mentre le mandorle vengono "importate" da altre località dell'isola.
Si ottiene in tal modo il torrone di mandorle e quello di noci, oltre al gattò di mandorle e nocciole.
Il torrone migliore è quello bianco niveo o lievemente dorato, ma è la consistenza a rivelare se gli ingredienti utilizzati sono quelli giusti.
Spesso infatti nei torroni venduti nelle sagre di paese si usano percentuali scarse di miele, per cui il prodotto risulta elastico e appicicaticcio, duro da masticare, mentre il vero torrone, che si sbriciola e si sfalda facilmente, sciogliendosi subito in bocca, sa veramente di miele.

Sininimi: Su turroni

Prodotto dolciario a panetti di varie dimensioni variabili dai 100 g. ai 20 kg., di colore bianco, con intenso profumo e gusto di miele, consistenza semi - morbida ed elastica.
Varianti: torrone al miele dolce, torrone al miele amaro di corbezzolo (tipico e più pregiato).
Internamente il prodotto è inframmezzato dalle mandorle, esteriormente la superficie risulta ricoperta interamente dalle decorazioni realizzate con le mandorle (a placcaggio).
Ingredienti: il torrone si ottiene dalla lavorazione dell'albume dell'uovo, del miele (amaro- di corbezzolo o eucaliptus, dolce- millefiori), con aggiunta di mandorle tostate, e scorza di limone.
Il processo produttivo relativo alla preparazione del prodotto si articola nelle seguenti fasi:
Preparazione delle mandorle: In particolare le mandorle, da utilizzare sia per l'impasto (intere) che per le decorazioni esterne, vengono lessate, pelate, asciugate nel forno su delle teglie e poi tostate a forno spento ad una temperatura iniziale di 150 C e successivamente intorno ai 120 C per circa 2 ore, durante le quali le stesse vengono sfornate e girate una per una per ben 4 volte durante la tostatura.
Si presta una particolare attenzione alla selezione manuale delle mandorle al fine di eliminare quelle eccessivamente tostate che potrebbero danneggiare la qualità del prodotto (gusto, aspetto esteriore).

Preparazione dell'impasto. Nell'impastatrice dotata di una caldaia in rame, si versano l'albume dell'uovo ed il miele.
L'impasto inizialmente è allo stato liquido ed assume un colore scuro (influisce la colorazione del miele).
Il composto viene poi lavorato per un periodo di tempo variabile che si aggira dalle 2 alle 5 ore a seconda delle condizioni climatiche (il caldo dilata i tempi di lavorazione) fino a che dall'unione del miele e dell'albume dell'uovo non si arriva ad ottenere una massa colante candidissima.
In principio la lavorazione dell'impasto avviene ad una temperatura che raggiunge circa i 65 C "a bagno maria" per 1,30-2 ore; successivamente viene ridotta la velocità dell'impastatrice e contemporaneamente si abbassa anche la temperatura sino a raggiungere circa i 40 C.
Aggiunta delle mandorle all'impasto. A lavorazione ultimata al composto, contenuto nella caldaia dell'impastatrice, si uniscono le mandorle intere, precedentemente pelate e tostate, e la scorza del limone grattugiata finemente, rimestando il tutto lentamente e per pochissimo tempo.
Raccolta dell'impasto. Dall'impastatrice il composto caldo viene raccolto manualmente con l'ausilio di un mestolo e versato negli stampi precedentemente rivestiti sul fondo e ai lati con dell'ostia.
Si è soliti guarnire i lati anche con della pergamena argento per uso alimentare.
Decorazione. Il panetto di torrone viene guarnito disponendo le mandorle lungo tutta la superficie superiore.
È da sottolineare che il torrone deve essere versato subito a fine lavorazione negli appositi stampi quando è caldo.
Confezionamento. Una volta versato e guarnito negli stampi, il torrone lo si lascia raffreddare naturalmente nelle rispettive vaschette riposte su dei tavoli da lavoro all'interno del laboratorio.
Imballaggio. Le vaschette in seguito vengono sigillate meccanicamente con dei fogli trasparenti per uso alimentare, impermeabili agli agenti atmosferici-fisici ed inquinanti.
La confezione può essere costituita da scatole in cartoncino realizzate appositamente per alimenti, in legno prodotte artigianalmente, oppure il torrone, in blocchi (panetti) da circa 20 kg., guarnito con ostia e mandorle, viene venduto al taglio durante le sagre e manifestazioni religiose.

Il torrone viene considerato un dolce pregiato che richiede un enorme dispendio di tempo e di lavoro nonostante, per alcune fasi della lavorazione si faccia ricorso all'ausilio di alcuni macchinari.
In occasione di particolari ricorrenze (es. per la Sagra del Miele che si tiene annualmente a Montevecchio) la lavorazione del torrone viene effettuata interamente a mano.
Si tratta di un'attività artigianale e di una ricetta molto antiche, tramandate di generazione in generazione da oltre 100 anni.
I primi documenti cartacei che testimoniano la presenza di tale produzione risalgono al 1851.

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