Produzione Vinicola Italiana

Mercoledì 20 Settembre 2017
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Vini Italiani di Qualità o V.Q.P.R.D., Italia


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V.Q.P.R.D.

È l'abbreviazione di Vino di Qualità Prodotto in Regione Determinata — espressione con la quale si certifica che il vino che si fregia di questa denominazione di qualità è frutto della raccolta e lavorazione di uve prodotte in un ambito territoriale definito, in termini geografici, dal disciplinare dello stesso vino.
L'attestazione VQPRD, nell'ambito della quale rientrano i vini a DOC e DOCG, offre almeno due importanti garanzie: la certezza della buona qualità e l'origine da un territorio predeterminato.

I Vini D.O.C.

È l'acronimo di Denominazione di Origine Controllata: il disciplinare di riconoscimento di vini DOC prevede: l'esatta delimitazione geografica della zona di origine della raccolta delle uve per la produzione del vino; i vitigni; la tipologia del terreno di coltivazione dell'uva; la resa dell'uva in vino (per evitare un eccessivo sfruttamento della vite); le tecnologie di produzione e di invecchiamento; le caratteristiche del prodotto finito (acidità, estratto secco, gradazione alcolica minima, peculiarità organolettiche) le eventuali qualificazioni del vino al momento della commercializzazione.
Alcuni vini DOC possono riportare in etichetta anche indicazioni aggiuntive quali:
- Classico per i vini prodotti nella zona di più antica tradizione (nell'ambito del territorio delimitato dal disciplinare);
- Riserva per alcuni vini sottoposti ad un invecchiamento più lungo del normale;
- Superiore per vini con caratteristiche migliori (grazie al buon andamento climatico dell'annata che ha permesso di raggiungere una concentrazione zuccherina più alta e quindi una maggiore gradazione alcolica).

I Vini D.O.C.G.

È l'acronimo di Denominazione di Origine Controllata e Garantita e si attribuisce a quei vini aventi il riconoscimento DOC che, oltre ad avere speciali pregi organolettici, abbiano acquisito una particolare fama.
Il disciplinare per i vini DOCG
La DOCG è la massima qualificazione prevista e, oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono sottoposti ad un secondo esame da parte di enologi ed enotecnici durante l'imbottigliamento (mentre per la DOC i controlli sono effettuati ogni 3 anni).
Superata la prova vengono rilasciati al produttore speciali sigilli in filigrana, stampati dall'Istituto Poligrafico dello Stato e rilasciati dalla Camera di Commercio o dal Consorzio di Tutela agli imbottigliatori, in numero limitato secondo il quantitativo di ettolitri prodotto, da porre su ogni bottiglia.
Nel caso dei liquori i sigilli sono apposti sul tappo, in modo tale che non si possa aprire senza danneggiarsi e quindi da rompere solo al momento della stappatura.
Nel caso dei vini, invece, il sigillo è posto sul collo della bottiglia.

Procedure per il Riconoscimento della D.O.C. e D.O.C.G.

Le normative comunitaria e nazionale prevedono che per usufruire della Denominazione di Origine Controllata del vino prodotto le aziende debbono inoltrare apposita richiesta alla Regione di appartenenza per gli accertamenti chimico-fisici ed organolettici di cui al Regolamento CEE n.823/87; alla richiesta è necessario allegare una relazione tecnica che illustri i fattori naturali (zona di produzione, natura dei terreni, esposizione e vitigno) ed i fattori umani (sistemi di allevamento, potatura, vinificazione ed invecchiamento) che caratterizzano quel vino.
Gli esami analitici ed organolettici devono essere effettuati per tutte le partite di vino atte a divenire DOC e DOCG.
Ne consegue che il superamento degli esami chimico-fisici ed organolettici è il presupposto indispensabile ed obbligatorio per qualificare con la Denominazione di Origine Controllata o con la Denominazione di Origine Controllata e Garantita ogni partita di vino che l'azienda volesse commercializzare con tali attestazioni.

I Vini I.G.T.

Indicazione Geografica Tipica rappresenta una zona di produzione molto ampia: essa qualifica, infatti, i vini da tavola provenienti da grandi regioni vitivinicole.
Al nome designato si può aggiungere il colore dei vini ed il nome dei vitigni.
L'IGT non può utilizzare il nome di regioni o zone utilizzate per le DOCG o le DOC
Il vitigno può essere menzionato unicamente quando la zona vitivinicola è di dimensioni significative.
Per esempio IGT Lazio garantisce che il vino prodotto deriva da uve coltivate per l'85% nella regione Lazio; inoltre l'eventuale indicazione in etichetta del vitigno (es. Malvasia) garantisce che quel vino è stato ottenuto almeno per l'85% dal suddetto vitigno.
L'utilizzo della qualifica I.G.T è, quindi, relativo ad un vino tipico riconosciuto come tale dall'U.E.

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