Vini marchigiani ( Italia )

Sabato 17 Novembre 2018
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Vini Italiani di Qualità o V.Q.P.R.D., Marche

Marche

Vini Italiani di Qualità o V.Q.P.R.D.





I VINI DELLE MARCHE, UNA STORIA ANTICA

Secondo Plinio il Vecchio i vini del Picenum (la regione d'Italia corrispondente alle odierne Marche), erano delicati d'aroma e saporosi nel gusto.
Questi elementi di distinzione andavano, e vanno, attribuiti alla dolcezza delle colline, degradanti verso l'Adriatico oggetto di meditazione dell'artista Tullio Pericoli, e prima ancora di lui, anche se in modo più visionario e onirico, Osvaldo Licini.
Nel Medio Evo fondamentale risulta l'azione di coordinamento e di direzione delle aziende agricole del tempo (denominate "grancie"), delle abbazie diffuse in tutto il territorio marchigiano.
Avvalendosi dei "patrones", i monaci seppero razionalizzare la coltivazione della vite e la sua trasformazione in vino.
Alla mensa del duca di Urbino i coppieri servivano i vini " avantagiati" delle Marche alle delegazioni degli ambasciatori delle potenti signorie d'Italia mentre musici, cantanti, ballerini ed acrobati allietavano il banchetto.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi, senz'altro il vino che gode di maggior prestigio nel mondo, vanta anche un singolare primato: è il primo nome di vino comparso nella più antica etichetta italiana.
L'immagine dei vini marchigiani, nonostante la relativa giovane età, ha saputo conquistare il consenso dei consumatori in virtù della lungimirante imprenditoria che ben ne ha saputo proporre le ragguardevoli caratteristiche organolettiche.

I VINI DELLE MARCHE, UNA STORIA INFINITA

Luigi Bartolini, scrittore e poeta marchigiano, scriveva:
"Se i marchigiani si organizzassero e se disciplinassero la coltura dei vitigni, se li scegliessero e se coltivassero uve rinomate, ecco il nostro suolo apparirebbe il più propizio a Bacco...".

Aveva anticipato quanto la vitivinicoltura marchigiana, con il contributo del settore pubblico, ha realizzato: la qualificazione dei vitigni e dei vini, la loro più razionale produzione.
Lungo le colline, che rappresentano le zone più felici per il prosperare della vite e la produzione di ottime uve, il sole ed il suo calore consentono di esprimere alte gradazioni zuccherine e delicati profumi, indispensabili per ottenere buoni vini di cui tutta la regione è ricca.

Le Marche vitivinicole: decine di aziende piccole e di medie dimensioni; 24mila ettari di vigne, circa un terzo per la produzione di vini DOC, 2 milioni di ettolitri di vino, con prevalenza di bianchi.
Il carattere forte e pignolo degli abitanti, una cultura ancor oggi legata a millenni di storia rurale non potevano non dare al vino delle Marche caratteristiche alla pari con nomi più conosciuti ed alla sua terra, una vocazione indiscutibile.

Scriveva Ermete Grifoni nel 1987:
"Le Marche hanno un vino per ogni contrada: il rosso del Conero (Rosso Conero) sa della terra forte e generosa che l'ha partorito, ha la tempra dei cavatori e degli scalpellini dei quali conosce ogni cruccio dell'anima; il rosso piceno (Rosso Piceno, la cui zona si estende fino alla provincia di Ancona, e Rosso piceno superiore in particolare) ha il piglio robusto e sentimentale delle genti della Marca inferiore; i vini del maceratese (Colli Maceratesi e Vernaccia di Serrapetrona) e del fermano (Falerio) vi dicono della dolcezza e delle segrete doti domestiche che circondano i focolari contadini.

I vini del pesarese (Bianchello del Metauro e Colli Pesaresi) sanno già di Romagna ed hanno già il timbro carezzevole che è nella parlata delle popolazioni della Marca gallica.
Chi è nato nelle Marche temporeggia ma è sicuro d'arrivare.
Onde non c'è da meravigliarsi della fortuna toccata al Verdicchio (Verdicchio Dei Castelli Di Jesi e Verdicchio di Matelica), biondo, leggermente amarognolo, d'una semplicità che sorprende, adatto al sapore marino (E. Grifoni, 1987)".

Dal 1987 nella terra del Verdicchio dei Castelli di Jesi, sono state autorizzate altre DOC: nel 1987 la Lacrima di Morro D'alba, prezioso, tanto raro nella quantità quanto unico nel gusto, e l'Esino, nel 1995, considerato prima un vino da tavola.
Nel 2001 Offida è da considerarsi la massima espressione della tipicità dei vini piceni, oltre che della valorizzazione dei vitigni autoctoni.
Dal 2004 la Regione Marche ha avuto riconosciuta la denominazione di origine controllata e garantita, nota con l'acronimo DOCG (è un marchio di origine italiano che indica al consumatore l'origine geografica di un vino): prima fra tutte la Vernaccia di Serrapetrona poi il Conero Riserva e a marzo 2010 il Verdicchio di Matelica Riserva, e i Castelli Di Jesi Verdicchio Riserva.

Negli ultimi anni sono arrivate le Doc Pergola da uve conosciute come Vernaccia di Pergola, Serrapetrona, vino fermo a base di vernaccia nera, I Terreni di San Severino, con la partecipazione di vernaccia nera e montepulciano, e infine San Ginesio.

I VINI DELLE MARCHE, SAPORI E ODORI DA VIVERE

Oggi la scoperta dei vini delle Marche avviene anche grazie alle numerose iniziative dedicate all'enogastronomia come fiere, feste, sagre alcune delle quali attive da decenni; ai musei dell'agricoltura e delle tradizioni popolari, che espongono materiali d'epoca anche del settore vitivinicolo e che spesso organizzano degustazioni per il pubblico; alle due enoteche regionali, fiore al'occhiello della promozione di questo settore; agli itinerari e alle vie del vino, tra colli, borghi e antiche contrade.

SPUMANTI

Le Marche hanno una buona confidenza con lo spumante ed oggi non sono più soltanto i tradizionali vini Verdicchio e Vernaccia di Serrapetrona a dar origine a tale produzione.
Esperimenti riusciti sono avvenuti anche con altri vini marchigiani, dal Falerio al Colli Maceratesi e, con successo, con uve Montepulciano, vitigno di base del Rosso Conero, e con uve Passerina come previsto dalla nuova Doc Offida.
Gli scrittori di enogastronomia accennano ad antichissime origini dello spumante italiano nel territorio marchigiano.
Una radice storica esiste: il primo "champenois" italiano sarebbe nato nelle Marche e il musicista G. Spontini lo avrebbe bevuto nella sua Maiolati (nei Castelli jesini) addirittura nel 1805, cinquant'anni prima che il Piemonte avesse dato vita al celebre prodotto.
Maggior fondamento ha una lettera inviata dall'amministratore dei beni della Casa Ducale di Leuchtemberg in Fano al Gonfaloniere della Città di Jesi.
In essa si attesta che dal 1843 al 1847 l'amministratore Ubaldo Rosi si occupò della vinificazione di spumanti "alla maniera del vero champagne" e si chiede l'esenzione del dazio di bottiglie di vetro nero di Francia per vini spumanti.
Altre testimonianze vengono da Loreto, dove un tale signore Spalazzi, fin dal 1849, provò e riprovò fino ad ottenere un vino "che senza avere nulla dell'imitazione ha tutti i pregi e le perfezioni dello champagne francese".
I vini spumanti più noti nelle Marche sono il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut e la Vernaccia di Serrapetrona.

VINO NOVELLO

Il vino novello che ha sostituito quello che era il "vino nuovo", è un esempio di come il consumo moderno abbia ridato vita alle tradizioni del nostro Paese.
Da alcuni anni entra in commercio il 6 novembre, come il primo vino della vendemmia da poco conclusasi.
Il costume di accompagnarlo ai frutti della stagione, in particolare le castagne, si perde in un passato lontanissimo di cui faceva parte anche la tipica festa "mezzadrile" di San Martino che cade, pressapoco, negli stessi giorni.
Oggi, invece, il "novello" è una risposta che segue le tendenze dei consumatori alla ricerca di novità e qualità: novità, perché aggancia la stagione precedente a quella in arrivo, consentendo ai produttori di dare ai vini dell'annata la giusta maturità ed il giusto invecchiamento; qualità perché la vinificazione viene attuata con tecniche particolari che esaltano i profumi e gli aromi del mosto.
Negli ultimi anni la tipologia novello sta entrando sempre più a far parte dei disciplinari di produzione delle Doc, anche grazie alla ricerca enologica sviluppata dall'Assam, Agenzia della Regione Marche in Agricoltura che, attraverso i suoi centri operativi, ha posto attenzione alla sperimentazione enologica e viticola di questo come di altri prodotti innovativi e di qualità, fornendo a coltivatori e produttori le indicazioni utili per ottimizzare e qualificare al massimo la tipicità marchigiana.


Vini marchigiani

trovato 21 risultati


Bianchello del Metauro DOC
Bianchello del Metauro DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 2.4.1969; modificato con D.D. del 12.07.02 È il vino dei giovani, brioso, salutare, esige compagnia, genera amicizia, scarica la fatica psico-fisica. Un sorso appaga come nessuna bevanda. Predilige molluschi, ...

Colli Maceratesi DOC
Colli Maceratesi DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 8.3.1975; modificato con DD.P.R. 3.10.1994 e D.D. 22.12.2000 Il Colli Maceratesi Bianco è un vino da bere giovane, fresco e vivace, delicato nei profumi e nella continuità gustativa, abbastanza morbido, da ...


Colli Pesaresi DOC
Colli Pesaresi DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 2.6.1972; modificato con D.D. 3.10.1994 e 27.3.2000. Il profumo, la vivace sapidità e la detergenza del "Rosso", quando è giovane, consigliano abbinamenti a primi piatti con salse ricche di componenti ...

Conero Riserva DOCG
Conero Riserva DOCG - Marche
Marche

D.M. 1 settembre 2004. Riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita del vino "Conero", approvazione del relativo disciplinare di produzione a partire dalla vendemmia 2004 e revoca della denominazione di origine ...



Esino DOC
Esino DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 11.9.1995 La proposta di abbinamento tiene conto della struttura, dello stato evolutivo del vino e della sua tipologia. Può essere ritenuto un vino a tutto pasto, nel senso che essendo sia bianco che rosso, oltre ...

I Terreni di San Severino DOC
I Terreni di San Severino DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.M. 30/8/2004. Vino di grande struttura che si accompagna ottimamente a tagliatelle al sugo di lepre e primi piatti ricchi di sugo. Ottimo l'abbinamento a carni bianche, rosse, cacciagione in preparazione succulente, aromatiche ...


Lacrima di Morro d'Alba DOC
Lacrima di Morro d'Alba DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 9.1.1985; modificato con D.d. 18.7.2005. La delicata e piacevole struttura del vino consente abbinamenti con primi piatti a salsa rossa e ragù, con i piatti tradizionali della regione, con antipasti di pesce azzurro ...

Marche IGT
Marche IGT - Marche
Marche

L'indicazione geografica tipica "MARCHE" è stata istituita con Decreto Ministero Risorse Agricole dell'11 ottobre 1995. L'indicazione geografica tipica "MARCHE" abbraccia tutta la regione e sicuramente ha contribuito a ...



Offida DOC
Offida DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.D. 23.5.2001. Vino dalla struttura notevole, l'Offida Rosso si presta ad abbinamenti con piatti della gastronomia regionale, dai vincisgrassi con rigaglie di pollo al piccione ripieno, dalla selvaggina alle carni rosse in ...

Pergola DOC
Pergola DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.M. 11 luglio 2005. Il gusto pieno ed armonico suscita sensazioni fresche ed aromatiche. L'abbinamento ottimale avviene con i tipici taglieri di salumi e formaggi non troppo stagionati con erbe di campo ripassate in padella, ...


Rosso Conero DOC
Rosso Conero DOC - Marche
Marche

D.M. 1 settembre 2004 che sostituisce il D.P.R. 21 luglio 1967 Ad un anno dalla vendemmia il Rosso Conero, fruttato, sapido, tendenzialmente tannico, si abbina piacevolmente a cibi succulenti, grassi, aromatici, anche a tendenza dolce. ...

Rosso Piceno DOC
Rosso Piceno DOC - Marche
Marche

Riconosciuto con D.P.R. 11.8.1968; sostituito da D.M.P.A. 22.9.97; modificato dai D.M. 16.10.1997, D.M. 14.9.2001 e D.M. 26.07.2005 Graditi risultano gli accostamenti a minestre, calde o tiepide, notevoli nella struttura e per la componenti delle ...


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