Guida al turismo in Val di Susa

Mercoledì 16 Gennaio 2019
Guida Turistica Val di Susa
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Val di Susa

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La Valle di Susa, custode di un prezioso patrimonio di arte e cultura, è una fascia di terra incastonata tra le montagne, ricca di risorse ambientali con valichi facilmente percorribili e un ampio fondovalle adatto allo sviluppo di nuclei urbani.
Una terra di confine, situata nel cuore delle “Alpi Cozie” e “Alpi Graie”, famosa per le sue stazioni sciistiche invernali, ma anche territorio di grandi attrazioni naturalistiche e culturali.
Le sue caratteristiche morfologiche sono tali da averla resa nel corso dei secoli, testimone di importanti vicende a carattere storico e religioso.
Le sue strade sono state percorse nel tempo dagli eserciti di Giulio Cesare, Carlo Magno e Napoleone ma anche da pellegrini, mercanti e artisti.
I valichi del Monginevro e del Moncenisio hanno da sempre rivestito un'importanza strategica fondamentale.
In epoca romana con la “via ad Galliam”, in epoca medioevale con la “via Francigena” e in epoca moderna con la costruzione di importanti opere di fortificazione e con la ristrutturazione di grandi vie di comunicazione.
La “Valle di Susa” e la sua storia plurimillenaria si rivela oggi attraverso un patrimonio artistico e religioso, custodito con grande cura e proposto come un sistema museale integrato.
È cosi che secolari testimonianze come la “Sacra di San Michele”, l'abbazia di Novalesa, le Certose montane di Montebenedetto e Banda, i musei del complesso Diocesano, diventano tappe di percorsi caratterizzati da paesaggi monumentali creati dalla natura, dove spiccano laghi montani, parchi naturali, e vette imponenti ( come il Rocciamelone, montagna sacra fin dai tempi dei Celti, ancor oggi meta di pellegrinaggi).

Sapori e Profumi della Valle di Susa - Un Assaggio di Montagna
Ci sono tanti buoni motivi per visitare la “Valle Susa”, quando le comunità locali rendono omaggio ai propri prodotti con appuntamenti culinari, sagre e mostre mercato, offrendovi l'occasione oltre che per gustare alcune di queste specialità, per scoprire le piccole grandi bellezze di questa terra incastonata tra le montagne a pochi chilometri da Torino, che saprà non solo soddisfare i vostri palati, ma anche appagare la vista con le sue bellezze artistiche e naturali.
La tradizione culinaria della “Valle di Susa” è inevitabilmente legata alla posizione geografica e alla storia del territorio oltre che alle varie contaminazioni dei popoli che quel territorio l'hanno conquistato o attraversato.
L'enogastronomia è quindi un aspetto originale attraverso cui scoprire questi luoghi ricchi di fascino, che silenti aspettano turisti curiosi di scoprire quali bellezze l'uomo e la natura abbiano lasciato loro in eredità: un immenso patrimonio di natura, arte e tradizioni gastronomiche.
È infatti ai Romani che si deve la sistematica coltivazione della vite sui ripidi pendii valsusini, terreno ideale per la produzione di vini eccellenti quali l'Avanà, il Becquet e Carcairon, oltre che dei vitigni classici del Piemonte come il Dolcetto e il Barbera.
La diffusione in tutte la valle della coltivazione di varie tipologie di vitigno ha portato alla produzione di un vino che oggi è regolamentato da uno stretto disciplinare: il “Valsusa DOC”.
Dal 1999 il “Consorzio di Tutela Vini DOC Valsusa” promuove e tutela la produzione vitivinicola valsusina.
Altro caposaldo della cucina montana è notoriamente la produzione casearia.
Il Plaisentif, il formaggio dalla crosta rossa, il Reblochon, il Murianen, la “Toma del lait brusc” sono alcuni degli ottimi formaggi che la “Valle Susa” annovera tra le sue fila, ognuno con caratteristiche e origini differenti.
La storia più curiosa è sicuramente quella del formaggio dalla crosta rossa, un formaggio a pasta dolce, che secondo la tradizione era prodotto con il latte munto illecitamente dai pastori una volta che il proprietario delle mucche se ne era andato.
Ma la Valle Susa è anche molto conosciuta per le sue castagne, la varietà locale è sicuramente una delle più pregiate presenti sul mercato, adatta al consumo fresco e alla produzione di “Marrons Glacés”, è stata riconosciuta come “Marrone della Valle Susa”, di cui si distinguono tre tipi: “Marrone di San Giorio”, “Marrone di Bruzolo” e la “tardiva di Meana”.
I salumi rappresentano un altro importante settore della gastronomia valsusina: l'originalità dei prodotti sta nella loro preparazione, che differisce di luogo in luogo.
Accanto al più noto “Prosciutto Crudo della Valle Susa”, l'unico prosciutto crudo stagionato del Piemonte, si possono assaggiare la Bondiola, il “Salame di Mica”, la Mocetta, il “Viurun di Bardonecchia” e la “Salsiccia di Cavolo”.
Agli amanti dei dolci possiamo assicurare che la produzione dolciaria della Valle Susa sarà sicuramente capace di soddisfare i palati più esigenti.
Da provare la famosa “focaccia di Susa”, preparata con uova, zucchero, farina e burro, si presenta come una grossa forma di pane, ma con una deliziosa caratteristica: la superficie è ricoperta di zucchero caramellato.
Affondano le loro origini in tempi lontani i “canestrelli di Vaie”, risalenti al tardo Medioevo, si pensa che l'inventore abbia voluto realizzare una variante zuccherata delle ostie della Santa Messa.
Più sottili e con la pasta di cacao sono i “canestrelli di San Giorio”, mentre tra i prodotti da forno a Rubiana si possono gustare le Tegole e i Rubianesi.
A Sant'Ambrogio e “Chiusa San Michele” è la farina di meliga l'ingrediente principale di fragranti biscotti e torte.
Altri celeberrimi dolci del territorio sono i Gofri, che si possono farcire sia con prodotti dolci che salati, le “Lose Golose”, paste secche così chiamate perché somiglianti alle pietre angolari poste sui tetti delle baite.
Il “Pan della Marchesa”, torta ottenuta con nocciole, mandorle, rum e gocce di cioccolato, fece la sua comparsa per la prima volta durante il “Torneo storico dei Borghi di Susa” del 1987.
Il suo nome è un omaggio ad una delle protagoniste delle storia valsusina, Adelaide di Susa, vissuta nell'anno 1000.
In tempi in cui gli ingredienti erano poveri o scarseggiavano, veniva in soccorso la fantasia delle donne valsusine che, abituate a non sprecar nulla, riuscivano a valorizzar anche i piatti più semplici.
Prendiamo ad esempio la “Supa Grassa”, una ricetta tradizionale che risale all'epoca in cui il pane utilizzato era di segale e veniva cotto nel forno del paese solo una volta al mese.
Talvolta era così duro che era praticamente immangiabile, fu così che lo utilizzarono grattugiato per arricchire il brodo, insieme ad alcuni pezzetti di formaggio e un soffritto di cipolla e burro.
Si completava il tutto con un'aggiunta di ginepro, noce moscata e pepe, che si sapeva essere un ottimo tonico per fisici debilitati e stimolante per la digestione.
Una ricetta ideale per i climi freddi.
Una visita in “Valle Susa” è un'esperienza unica ed originale per per immergersi nella storia, nell'arte e soprattutto nel gusto e nelle tradizioni di una terra millenaria.


Il testo in italiano è a cura di:
Stilema - www.vallesusa-tesori.it



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